Roland Garros 2026, Ruud racconta il malore: “Ho pensato a Sinner in Australia”
Giornata sulle montagne russe per Casper Ruud al Roland Garros 2026 dove ha il triplo match-point per chiudere in tre set l’incontro d’esordio con Roman Safiullin per, poi, accusare un improvviso malessere da cui si riprende per chiudere con il punteggio di 6-2 7-6 (7-5) 5-7 0-6 6-2, agevolato anche dall’infortunio all’anca rimediato dall’avversario.
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Le vertigini di Ruud
In conferenza stampa, il finalista del Masters 1000 di Roma spiega cosa gli sia accaduto: “È stata una partita davvero altalenante, con tanti colpi di scena e continui capovolgimenti di fronte. Ovviamente ho avuto qualche difficoltà fisica ed è stata piuttosto dura. Insomma in questo momento c’è un po’ di caldo, e questo a volte può causare qualche problema. Mi sembrava quasi di avere un colpo di calore. Avevo provato qualcosa di simile alcuni anni fa quando giocavo a Washington, e ho dovuto ritirarmi nel terzo set perché avevo quella sensazione. È l’unica volta che ho provato la stessa sensazione che ho avuto oggi nel quarto set, quando mi sentivo a tratti davvero stordito e camminavo quasi come uno zombie”.
L’esempio di Sinner all’Australian Open
Lo scandinavo rivela di aver pensato a quanto accaduto a Jannik Sinner all’Australian Open contro Eliot Spizzirri prima della chiusura del tetto: “Ho cercato di coprirmi il più possibile con ghiaccio e acqua fredda per abbassare la temperatura corporea. Mi sono dato una svegliata nel quinto set, ho tenuto duro. Ho pensato anche a Jannik e Carlos quest’anno in Australia, quando Jannik in particolare mentre faticava a causa del caldo. Poi la temperatura si è abbassata con la chiusura del tetto, e lui è riuscito a recuperare le energie. Un po’ la stessa cosa è successa a Carlos in semifinale contro Sascha“.