Roland Garros 2026, Vavassori: “Mi diverto a competere. Slam? Non è ossessione”
Doppietta al Roland Garros per Andrea Vavassori, che prima vince il match di ottavi di finale del doppio maschile con Simone Bolelli, poi al fianco di Sara Errani si qualifica per i quarti di finale anche del doppio misto. Il tennista torinese in conferenza stampa ha parlato così dei tanti impegni in questi giorni: “Io mi diverto a competere, quindi più gioco più mi diverto. Quando gioco entrambe le competizioni gioco sempre meglio del solito, perché è da quando giocavo i Challenger che facevo singolo e doppio insieme: più partite giocavo, più entravo in fiducia. Sei più abituato a vivere certe situazioni di gioco, più abituato a uscire da determinate situazioni di svantaggio, di vantaggio e a gestire i momenti topici della partita. Essere nei quarti di finale in entrambi i tornei sicuramente fa sì che la fiducia sia molto alta”.
Roland Garros 2026, Vavassori: “Ci conosciamo bene con Sara e Simone”
Vavassori ha spiegato poi i differenti approcci tra doppio maschile e doppio misto: “Il fatto è che con Sara e con Simone adesso gioco tante partite, quindi ci conosciamo molto bene. Se avessi giocato con un’altra partner di doppio misto sarebbe stato sicuramente più difficile. Invece, conoscendo molto bene come giochiamo e cosa fare in campo, è diverso. Sia io che Sara, ma anche Simone, siamo degli studiosi del gioco, quindi sappiamo sempre di più cosa fare in determinate situazioni di gioco. Questo è un grande aiuto, soprattutto per come interpretiamo il gioco noi. Ho avuto un po’ di problemi di stomaco perché avevo poco tempo per mangiare: ho mangiato la colazione e poi solo due piatti di riso in tutta la giornata, quindi alla fine del misto avevo un po’ di mal di pancia”.
Roland Garros 2026, Vavassori: “Lo Slam con Bolelli non è un ossessione”.
In chiusura di conferenza stampa, Andrea Vavassori ha parlato dell’obiettivo Slam con Simone Bolelli: “Secondo me non lo stiamo più guardando come un’ossessione. Io sono sicuro di vincerne uno in carriera e spero di vincerlo con Simone, quindi non ho l’ossessione di doverlo vincere per forza adesso. Il sogno sarebbe vincerlo con Simo qui a Parigi, il prima possibile, però non è che noi interpretiamo il gioco pensando solo a quello: stiamo lavorando per migliorarci e ci stiamo divertendo in campo, sappiamo cosa fare, stiamo lavorando bene. Con Roma abbiamo realizzato un sogno e ce lo stiamo ancora godendo, perché ci siamo resi conto, almeno io personalmente, che quando abbiamo finito quella partita lì è come se avessi messo una pietra, e quella non me la può togliere più nessuno. La cosa importante è godersi ogni partita, aggiungere dei pezzi, e poi il risultato arriva, in ogni caso. Essere troppo ossessionati secondo me non porta al risultato, perché giochi con troppa pressione nei momenti importanti. Se invece pensi partita dopo partita è diverso. A Roma, in semifinale, non pensavo di vincere il torneo: pensavo a vincere la semifinale e poi a preparare la finale. Questo aiuta a non caricarsi di pressione eccessiva”.