Tennis

Sinner apre al forfait a Montecarlo dopo il Sunshine Double: “Vediamo come sto giovedì”

In caso di assenza al Masters 1000 di Montecarlo dal 5 a 12 aprile Jannik Sinner non potrà scavalcare Carlos Alcaraz al n. 1 della classifica ATP
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Una trasferta negli Stati Uniti massacrante sul piano delle energie, ma ricca di soddisfazioni, potrebbe spingere Jannik Sinner a marcare visita al Masters 1000 di Montecarlo in partenza domenica 5 aprile 2026.

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Sinner a rischio forfait a Montecarlo?

In conferenza stampa dopo essere diventato il primo tennista a realizzare il Sunshine Double senza cedere neanche un set grazie al doppio successo a Indian Wells e Miami, il 24enne di San Candido appare indeciso se giocare il torneo di casa sulla terra rossa monegasca: “Ora andiamo sulla terra, dove tutti sappiamo quanto sia forte Alcaraz, ma io guardo dalla mia parte. Per me ora la cosa più importante è recuperare, godermi questo momento e non ho molto tempo per adattarmi se voglio giocare Montecarlo sulla terra. Vediamo, cerco di godermi questo momento senza pensare troppo. Sono sempre stato uno che vive molto il presente, non guardo troppo avanti ma nemmeno indietro. Qualunque cosa arrivi, arriva, e sono molto felice di questi tornei; ora inizia un nuovo capitolo, di nuovo con la terra, vediamo come andrà. Voglio godermi il momento, se no non ci si ferma mai. Se sto bene giovedì riprendo ad allenarmi sulla terra. Se voglio giocare il singolare, il doppio dove sono iscritto con Zizou Bergs potrebbe darmi una mano per saggiare un po’ le condizioni a Montecarlo e darmi la chance di essere pronto al meglio possibile per un torneo importante, che funge anche da preparazione per quello che arriverà dopo”.

La chiave della vittoria con Lehecka

Il servizio viene individuato dal nostro connazionale quale chiave dell’affermazione per 6-4 6-4 contro Jiri Lehecka in finale: “Sono molto soddisfatto del servizio. soprattutto questa settimana. Ho servito bene e avere qualche punto gratuito quando sei un po’ stanco può fare la differenza. Credo tra l’altro di aver servito meglio qui che ad Indian Wells. C’è tanto lavoro dietro, ma sulla terra andrà usato in modo diverso, non puoi andare solo piatto. Durante la pausa per pioggia ho semplicemente ascoltato un po’ di musica. Stavo giocando bene, colpendo meglio la palla. Certo, c’era un po’ di tensione, ma mi sono anche messo a scherzare per spezzarla. Poi il gioco a tutto campo ha funzionato. Abbiamo passato giornate molto lunghe in campo e non abbiamo avuto molti giorni di pausa, abbiamo giocato sotto il sole per tante ore. Sentivo che quello era un aspetto in cui dovevo migliorare: giocare nel caldo. L’abbiamo fatto, ho sofferto ma ho cercato di attraversare queste situazioni giorno dopo giorno, anche se magari il risultato non arriva subito. Di sicuro è qualcosa che mi aiuterà più avanti nella stagione. Non c’è nessun segreto dietro, solo tanto lavoro duro. È stato un periodo abbastanza lungo lontano dall’Europa per me, dopo Doha, e sono anche contento di tornare a casa. Vincere qui dopo essere andato in fondo ad Indian Wells non è facile, sei stanco ma ben motivato, hai tanta fiducia. Più difficile di vincere uno Slam? Non so, lì giochi al meglio dei cinque set e in due settimane può succedere di tutto: non faccio paragoni. Il n. 1 della classifica ATP? Come ho detto sempre, per me non cambia il modo in cui vedo il quadro generale: per me tutto dipende da come gioco e la classifica dovrebbe riflettere questo. Carlos è stato così costante per così tanto tempo”.