Tennis

Sinner come Federer, la conversione delle palle-break nel 2026 è un problema: il motivo

In questo inizio di 2026 Jannik Sinner sembra aver assorbito un problema cronico che ha afflitto Roger Federer
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Il 2026 di Jannik Sinner non è iniziato nel modo migliore, per usare un eufemismo, con il nostro connazionale ancora senza titoli ATP dopo la sconfitta rimediata con Novak Djokovic in semifinale all’Australian Open e opposto a Jakub Mensik ai quarti dell’ATP 500 di Doha.

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Sinner fatica a brekkare l’avversario nel 2026

C’è un dato che preoccupa il n. 2 della classifica ATP il quale ha assorbito una caratteristica tipica di una leggenda come Roger Federer che faceva una fatica terribile, soprattutto negli ultimi anni di carriera, a convertire le palle-break sul servizio dell’avversario: in effetti, il 24enne di San Candido è a quota 31 su 91 nel 2026 con una percentuale del 34%.

Si tratta di un calo netto rispetto al 2025 (44,6%), ma anche se confrontato con il dato del 2024 (42,3%) e quello del 2023 (41,9%).

Non è, quindi, un caso che questa tendenza negativa abbia giocato un ruolo decisivo nei k.o. incassati con Nole a Melbourne (2 su 18 per un catastrofico 11%), e per mano dell’arrembante ceco in Qatar (2 su 7 per il 28,6%), dati addirittura peggiori del 34% sopra citato.

La speranza è che si tratti di una crisi passeggera con il nostro connazionale che tornerà in campo a Indian Wells per il primo Masters 1000 della stagione in programma dal 4 al 15 marzo.