Sinner mette in secondo piano Montecarlo e Roma: “Il mio obiettivo è Parigi”. Poi parla di Antonelli e Bolt
Senza voler togliere nulla ai Masters 1000 di Montecarlo e Roma, Jannik Sinner ha, già, la mente rivolta al Roland Garros, traguardo da tagliare a tutti i costi dopo la cocente delusione rimediata nell’ultima edizione quando mancò tre match-point consecutivi nel 4° set della finale con Carlos Alcaraz per, poi, arrendersi al super tie-break della frazione decisiva.
La conferenza stampa di Sinner dopo il successo con Humbert
Dopo il convincente successo per 6-3 6-0 con Ugo Humbert nel Principato di Monaco, il 24enne di San Candido non ha dubbi su quale sia l’obiettivo principale della stagione: “Credo che anno dopo anno io faccia sempre più esperienza sul rosso, ad esempio capisco prima cosa si deve fare in campo o come devo giocare. Per me la cosa più importante è la mentalità: è l’unica cosa che puoi controllare su tutte le superfici. Sto semplicemente provando a restare calmo mentalmente, a controllare tutto ciò che si può controllare. Su questa superficie ad esempio spesso i rimbalzi non sono giusti. Quindi cerco di cambiare le traiettorie, oppure semplicemente sto attento nel cercare di giocare nel modo giusto. Poi in questo torneo quello che viene, viene. Ogni partita ufficiale in più qui è un bonus. Vediamo quanto andremo lontani. Ma in questo momento, ripeto, la cosa più importante è quella di cercare di giocare il tennis giusto. Quest’anno l’obiettivo è Parigi: voglio arrivare lì facendo i miei progressi giusti in campo. Per ora sto bene, ma dobbiamo migliorare ancora due o tre cose. Ad esempio ancora non ho capito quanta distanza faccio quando scivolo lateralmente. Ma sto anche giocando da pochissimo tempo su questa superficie, quindi vediamo dai. Qui a Montecarlo la velocità dipende dal tempo. Quando c’è il sole va molto di più, oggi era un pochettino più pesante e un pochettino più freddo rispetto agli altri giorni, quindi la palla saltava un po’ di meno. Ma qui comunque è abbastanza veloce, rapido, abbastanza simile a Parigi. Poi Madrid molto veloce in altura, mentre Roma un po’ più lento. Ma alla fine ti devi sempre adattare, vediamo come andrà nei prossimi giorni“.
Sinner parla anche di Antonelli e dell’abbraccio con Bolt
Il nostro connazionale affronta, poi, temi più leggeri: “Che sciatore sarei stato? Non lo so, forse mi vedo più nel gigante. Però forse non sarei nemmeno arrivato ad alto livello. Verrà Antonelli a vedermi? No, credo che abbia cose più importanti che guardare una partita di tennis, ci sono tanti piloti che vivono qua. Sono in buon contatto con tanti piloti. Anche loro devono allenarsi e fare cose, quindi vedremo. L’abbraccio con Bolt? Per me è bello quando atleti di un altro sport vengono da noi a guardarci. Mi è sembrata una bravissima persona, oltre che una leggenda sportiva. Sapevo già prima sarebbe venuto, perché certe cose arrivano in spogliatoio: è stato bello conoscerlo, anche se non abbiamo parlato di chissà cosa“.