Tennis

Top player contro i tornei dello Slam, scontro totale: i dettagli

C’è un nuovo capitolo nel braccio di ferro tra i tennisti e i tornei dello Slam
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner (Getty Images)

I top 10 delle classifiche ATP e WTA, con l’unica eccezione rappresentata da Novak Djokovic, avevano inviato ai tornei dello Slam una lettera il 30 luglio 2025 presentando numerose richieste: contribuzione al welfare dei tennisti attraverso un fondo pensione, assistenza sanitaria e maternità; aumentare i prize money in modo proporzionale alla crescita delle entrate di ogni torneo, con un innalzamento dal 16% al 22% richiesto entro il 2030, in linea con gli eventi di NFL, MLB e NBA e, in ultimo, accettare di creare un Consiglio dei Giocatori del Grande Slam, con consultazioni continue su tematiche che riguardano direttamente i tennisti come l’estensione dei tornei a 15 giorni.

Rottura tra i tennisti più forti e i tornei dello Slam

Come reso noto dal Times, i primi dieci giocatori e giocatrici dei rispettivi ranking hanno rifiutato l’offerta arrivata da parte dei tornei dello Slam d’istituire un consiglio dei tennisti che garantisca loro maggior peso all’interno dell’organizzazione dei grandi tornei; è emerso che i top player hanno inviato un’altra comunicazione la scorsa settimana a tre dei quattro Slam: Wimbledon, Roland Garros e US Open, rifiutando la proposta di incontrare i rappresentanti dei tre tornei a marzo, in occasione del Masters 1000 di Indian Wells.

Il rifiuto del meeting matura da un’accusa contenuta nell’ultima lettera: “Prima di impegnarci in un nuovo incontro, sarebbe più produttivo che gli Slam fornissero risposte sostanziali, a livello individuale o collettivo, alle proposte specifiche avanzate dei giocatori riguardo una quota equa dei ricavi destinata ai montepremi e ai contributi per la salute, benessere e benefit dei giocatori”.

Manca all’appello l’Australian Open, non coinvolto nella disputa in quanto allineato da alcune settimane con la PTPA che ha citato in giudizio gli altri tre Slam presso il tribunale distrettuale di New York.

La fiducia da parte dei giocatori nei confronti degli organi di governo sarebbe, inoltre, diminuita ulteriormente dopo due episodi accaduti quest’anno a Melbourne. Il primo: la decisione di installare ulteriori telecamere nelle aree di riscaldamento e defaticamento dei tennisti, avvenuta, secondo gli sportivi, senza alcuna consultazione. Il secondo: la proposta di Craig Tiley, CEO del torneo australiano, di far giocare anche le donne al meglio dei cinque set, dai quarti di finale in poi, a partire dall’edizione 2027 dell’Australian Open.