US Open

US Open 2026, Becker pessimista su Alcaraz: il motivo. Poi la stoccata a Kyrgios per la positività alla cocaina

Boris Becker non crede che Carlos Alcaraz sia il favorito n. 1 per la vittoria finale agli US Open
Boris Becker
Boris Becker (Getty Images)

Mai banale Boris Becker nel podcast che conduce insieme ad Andrea Petkovic in cui parlano dell’attualità tennistica.

La previsione di Becker su Alcaraz agli US Open 2026

Il tre volte campione di Wimbledon è pessimista sulla possibilità che Carlos Alcaraz vinca gli US Open 2026: “Quale altra scelta aveva? A un certo punto deve pur tornare a buttarsi nella mischia. Giocare al meglio dei cinque set, soprattutto con il caldo di New York e sul cemento, non è certo l’ideale per rientrare. Per me, non è il principale favorito. Sarebbe già un enorme successo per lui riuscire ad arrivare alla seconda settimana. Avrebbe vinto tre partite al meglio dei cinque set e potrebbe dire che il polso ha retto. Quattro mesi di stop sono dannatamente tanti. C’è un vecchio detto secondo cui serve almeno la metà del tempo trascorso lontano dai campi a causa di un infortunio per tornare al livello in cui ci si trovava prima di doversi fermare. In questo caso, sarebbero due mesi. E non mi auguro che sia così per lui. Ma sarebbe del tutto utopistico pensare che possa ritrovare subito la sua miglior condizione già agli US Open. Anche se, persino un Alcaraz non al massimo della forma può battere uno o due avversari” . 

L’attacco di Becker a Kyrgios

Inevitabile, poi, commentare la positività alla cocaina di Nick Kyrgios, grande accusatore di Jannik Sinner nel caso Clostebol: “Sono rimasto sorpreso? Non proprio, considerando come l’ho visto ultimamente. E ora la domanda è: l’ha assunta prima della partita? In tal caso, credo che verrà squalificato per almeno due anni. Oppure l’ha assunta dopo la partita, quindi non durante un torneo? In quel caso la sanzione sarebbe più lieve. Naturalmente non può lamentarsi delle critiche. È stato molto duro nei confronti di Sinner nel suo caso di doping. Anche Halep ha commentato la vicenda, parlando di karma. Tuttavia, siamo tutti esseri umani. e commettiamo degli errori. Quindi spero che si riprenda, che capisca di aver imboccato la strada sbagliata. Le droghe non hanno comunque posto nello sport. Ma soprattutto quando si parla di giovani: lui ha solo 31 anni. Spero che, con l’aiuto dei suoi amici, riesca a ritrovare se stesso. Penso che si sia un po’ perso”.