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US Open 2026, dramma Djokovic: “Il mio corpo sta iniziando a cedere”. Poi la dedica al pubblico

Probabile ultima partecipazione agli US Open per Novak Djokovic vittima di un nuovo malore dopo quello di Cincinnati
Novak Djokovic (Getty Images)

Dopo più di 20 anni (Australian Open 2006), Novak Djokovic esce al 1° turno in un torneo dello Slam agli US Open 2026 per mano di Mariano Navone che prevale con il punteggio di 7-6 (7-5) 4-6 5-7 6-2 6-1, approfittando dei problemi di salute e fisici dell’ex n. 1 del mondo.

Djokovic spiega cosa gli sia accaduto agli US Open 2026

In conferenza stampa, il 24 volte campione Slam rivela la grande difficoltà del momnento come riportato da Eurosport: “Penso fosse evidente che in campo mi sentissi davvero malissimo. È qualcosa che, purtroppo, mi porto dietro praticamente in ogni partita di quest’anno. Vomitare, rimettere, è un problema serio. Poi tutto il mio corpo, fondamentalmente, comincia a cedere, arrivano crampi e dolori. Alla fine anche la schiena ha ceduto, così come la spalla, e non sono riuscito a chiudere la partita. Ero avanti di un break nel quarto set, ma ho fatto fatica per tutta la partita, praticamente fin dal quarto game. Non voglio togliere troppo valore alla sua vittoria. Complimenti a lui. È un bravo ragazzo, un combattente. Ma io non mi sono divertito. Sto solo cercando di capire davvero cosa sta succedendo e fin dove posso arrivare continuando in questo modo. Ritiro? Sì, l’ho pensato. L’ho pensato. Ma poi ho vinto un set e poi il terzo. E allora ho pensato: okay, forse c’è una possibilità. Sì, non volevo arrendermi nel quarto o nel quinto, quindi volevo in qualche modo finire la partita”.

L’omaggio di Djokovic al pubblico degli US Open

Il 39enne serbo ci tiene a ringraziare i tifosi che l’hanno sostenuto fino al termine del match: “Sono stati fantastici. Sono davvero grato di aver vissuto una cosa del genere. Se parliamo della partita in sé e della sensazione generale che avevo nel corpo e nel modo in cui giocavo, è stato davvero tutt’altro che piacevole. Praticamente ho detestato ogni momento trascorso in campo per questo motivo. Ma dal punto di vista del pubblico e del sostegno che mi hanno dato, è stato incredibile, onestamente fin dall’inizio. Cercavano di tirarmi su nei momenti importanti e mi dispiace molto di non aver giocato bene come avrei dovuto, come avrei potuto o come avrei voluto per loro. Ma l’affetto e l’apprezzamento che mi hanno dimostrato alla fine mi hanno davvero toccato il cuore“.