US Open 2026, Gilbert: “Djokovic illuso dall’assenza di Sinner”. Poi svela il problema n. 1 per Nole
Uno degli allenatori di tennis più iconici al mondo è certamente Brad Gilbert, storico coach di Andre Agassi, Andy Roddick e, più recentemente, di Coco Gauff: ospite del podcast The Big T, il famoso coach parla della sconfitta all’esordio di Novak Djokovic agli US Open 2026 contro Mariano Navone.
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Gilbert svela il difetto dell’ultimo Djokovic
Ecco le parole del coach statunitense su Nole riguardo alla principale differenza rispetto a 3-5 anni fa: “Penso che il grande cambiamento, se dovessi parlare di Novak, sia che sta seguendo lo stesso programma che rispettava tre o cinque anni fa, quando dominava. Ho la sensazione che adesso sia un po’ ‘arrugginito’ . Ha bisogno di giocare più partite e di accumulare più match nelle gambe. È strano dirlo. Il motivo per cui lo dico è che non si tratta di vincere Cincinnati, ma di ritrovare la condizione agonistica, la forma e il ritmo partita. Quando non giochi molte partite, non è così semplice riuscire semplicemente ad accendere l’interruttore e tornare subito al massimo”.
Djokovic illuso dall’assenza di Sinner
Secondo Gilbert, il 39enne serbo sentiva di avere una possibilità di vittoria senza Jannik Sinner: “E a 39 anni, la sfida più grande è – sono sicuro sia accaduto anche a Roger Federer, Rafael Nadal, Andy Murray e tanti altri grandi campioni – che quando senti di non poter più vincere il torneo, probabilmente è quello il momento in cui il tempo che passa ha avuto la meglio su di te. Sono sicuro che sentisse di avere avuto un’opportunità, soprattutto con Jannik Sinner fuori dai giochi. Al Roland Garros ha perso una grande occasione, ma probabilmente non era ancora arrivato ad accettare che non fosse più in grado di vincere. Ma ho semplicemente la sensazione che gli manchi ritmo partita e che ci sia sicuramente qualcosa che non va. Ha rivelato di aver avuto questo problema di salute che deve risolvere, ma secondo me deve tornare a vincere qualche partita. So che pensate che non ne abbia bisogno, ma questa è la sensazione che si respira nello spogliatoio: ha bisogno di dimostrare di nuovo qualcosa agli altri giocatori. Se perdi contro avversari di questo livello, tutti inizieranno a pensare che sei battibile“.