US Open

US Open 2026, Khachanov polemizza con Zverev: “Impiega troppo tempo a servire”

Karen Khachanov polemico nei confronti di Alexander Zverev dopo la sconfitta in semifinale agli US Open 2026
Karen Khachanov
Karen Khachanov (Getty Images)

Come accaduto nell’edizione 2022, quando fu sconfitto da Casper Ruud in quattro set, Karen Khachanov non va oltre lo scoglio delle semifinali agli US Open 2026, arrendendosi ad Alexander Zverev con il punteggio di 6-3 7-6 (9-7) 7-6 (8-6).

Khachanov se la prende con il servizio di Zverev

In conferenza stampa, il russo non nasconde il proprio disappunto per il movimento del tedesco al servizio: “Ovviamente non sono l’unico a trovarlo fastidioso. Molti giocatori lo trovano scomodo, perché impiega troppo tempo. Non sai esattamente quando prepararti per rispondere. Sei pronto, e poi all’improvviso la palla rimbalza altre dodici volte. Quindi devi fare di nuovo lo split step e prepararti da capo. E questo succede praticamente a ogni punto. Se è conforme al regolamento e rispetta il tempo consentito tra un punto e l’altro, non posso dire nulla di negativo perché sta rispettando le norme. Se supera il tempo, deve ricevere un avvertimento. È semplice. Non sono il tipo di giocatore che chiede al giudice di sedia di stare attento a questo. Non mi piace farlo e non mi piace nemmeno quando lo fanno gli avversari. Credo che a volte mi abbiano persino detto che impiego in media 12 o 15 secondi tra un punto e l’altro. Forse, dopo scambi piuttosto lunghi, potrei essere molto vicino al limite di tempo in certi tornei e l’avversario potrebbe lamentarsi o far notare la cosa. Credo che sia responsabilità dell’arbitro accorgersene, prestare attenzione e prendere i provvedimenti necessari. Quindi dipende da lui, non da me”.

Khachanov non ha rimpianti

In ogni caso, il moscovita non boccia la performance che ha offerto contro Sascha: “Mi sono fidato dei miei colpi e delle mie decisioni. Forse in alcune situazioni ho avuto un po’ troppa fretta, ma dall’altra parte del campo avevo un avversario. Non tutto dipende da me. Sarebbe molto facile se tutto dipendesse sempre da me. Negli ultimi scambi mi ha lasciato giocare e ha iniziato a imprimere meno intensità ai suoi colpi. Me ne sono accorto. Avrei potuto tenere il gioco più a lungo in quei punti, certo, ma ho scelto i momenti in cui mi sentivo a mio agio nel rischiare, o meglio, nel giocare in modo aggressivo. Tutto qui”.