US Open

US Open 2026, Roddick difende Djokovic: “Decide lui quando ritirarsi”. Poi parla dell’unico rischio per Alcaraz

Sempre interessanti le riflessioni di Andy Roddick sull’attualità tennistica
Andy Roddick (Getty Images)

Protagonista di un apprezzato podcast “Served with Andy”, Andy Roddick tratta i due argomenti sulla bocca di tutti agli US Open 2026: il k.o. all’esordio di Novak Djokovic e il ritorno in campo di Carlos Alcaraz.

Djokovic apre al ritiro: “L’Australian Open 2027 è lontano…”

Roddick spezza una lancia in favore di Djokovic

Innanzi tutti, l’ex n. 1 del mondo riflette sull’ipotesi ritiro per il 39enne serbo: “Il suo corpo non era più in grado di andare avanti. Non era una questione di forza di volontà, non era una questione di stringere i denti, non era una questione di gestire le energie o di scegliere il momento giusto. Semplicemente, il suo corpo ha ceduto. Ha vomitato, sembrava avere dei crampi, e anche la schiena si è arresa. Ha 39 anni. Magari riuscirà a rimettere in sesto il suo corpo in Australia. Magari non ci riuscirà. Non lo sappiamo. Immagino che non lo sappia nemmeno lui. La domanda è: ‘E adesso, cosa farà Novak?’. E non credo che possiamo saperlo. Penso che, ogni volta che lascia il campo dopo uno Slam, sia legittimo chiedersi se quella sarà l’ultima volta. E penso che ci sia una differenza tra chiedersi se quella possa essere stata l’ultima volta e fare gli idioti su Twitter dicendo: ‘Dovrebbe ritirarsi’. State zitti. È lui che può prendere questa decisione. È lui a decidere quando entrare in campo. Ha raggiunto le semifinali più volte di recente. Noi non abbiamo voce in capitolo. Ognuno sceglie la propria strada”.

Roddick giudica il ritorno in campo di Alcaraz

Dopo averlo visto brillare all’esordio con Roman Safiullin, il nativo del Nebraska vede una sola incognita per Carlitos: “Non riesco a immaginare un rientro migliore di quello che Carlos ha avuto. Il gioco c’è. Gli errori diminuiranno e lui potrà soltanto migliorare con più partite alle spalle. Non sappiamo come starà al prossimo turno. Non sappiamo se il polso sarà indolenzito. Questa è l’incognita. Limitandoci al tennis, ha superato le aspettative. Era pronto a giocare. Ha detto di essere nervoso, ma non lo sembrava affatto. Appariva tranquillo, sicuro, completamente normale”.