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US Open 2026, Rusedski shock su Alcaraz: “Giocherà il doppio misto per poi ritirarsi dal singolare”. Il motivo

L’ex n. 4 della classifica ATP, Greg Rusedski, continua a non credere alla possibilità che Carlos Alcaraz sia in campo in singolare agli US Open 2026
Greg Rusedski (Getty Images)

L’improvvisa accelerata di Carlos Alcaraz verso il rientro in campo previsto agli US Open 2026 dopo quattro mesi abbondanti di stop fa discutere e l’ex n. 4 della classifica ATP, Greg Rusedski, è convinto che l’iberico disputerà soltanto il doppio misto con Serena Williams dal 24 al 26 agosto.

La teoria di Rusedski su Alcaraz

Nel suo popolare podcast il finalista di Flushing Meadows nel 1997 esprime un punto di vista molto interessante e dettagliato: “Bisogna chiedersi: perché mai dovrebbe tornare a giocare con un problema al polso proprio in un torneo al meglio dei cinque set? Sarei molto sorpreso se giocasse il singolare, ma lui dice: “Sono tornato””. Sono sorpreso. Sapete, è proprio questo che lascia qualche dubbio. È per questo che penso che forse il rapporto con Juan Carlos Ferrero possa essersi incrinato, perché non credo che gli avrebbe permesso di correre un rischio del genere se non fosse al 100%. Spero che sia in salute. Spero che possa giocare gli US Open. Ma non sono sicuro che sia la cosa più intelligente da fare, a meno che non sia semplicemente una trovata pubblicitaria. Penso che dica di essere tornato, ma credo che potrebbe limitarsi a partecipare al doppio misto. Sarei scioccato se giocasse il singolare. Ha perso presto quando è tornato a giocare dopo lunghi periodi di assenza dai tornei. Una cosa è allenarsi, un’altra è giocare un torneo. È la più grande stella del tennis maschile. Senza dubbio. È una sorta di fusione dei Big Three. È Djokovic, Federer e Nadal riuniti in un unico giocatore, una cosa mai vista prima. È quindi la più grande stella del nostro sport e tutti vogliamo rivederlo in campo. Sarei davvero molto sorpreso se giocasse“.

Rusedski boccia il doppio misto degli US Open 2026

L’ex tennista britannico è, poi, molto critico nei confronti del doppio misto che si gioca a New York: “Senza voler mancare di rispetto a nessuno, quello non è un vero torneo di tennis. Si gioca su metà campo, è un po’ una cosa per divertirsi e provare a vincere un torneo importante, che rimane comunque qualcosa di speciale, ma non è la stessa cosa del singolare, dove devi coprire l’intero campo. Hai bisogno di un torneo di preparazione. Se questa settimana Alcaraz avesse giocato a Winston-Salem, direi: “Ok, allora sì, la sua presenza agli US Open sembra probabile. Vogliamo che torni, ma vogliamo che sia in salute per i prossimi dieci anni. Non vogliamo che torni per una settimana e poi, magari, si procuri un nuovo problema durante una partita al meglio dei cinque set al secondo o al terzo turno. Sarebbe lo scenario peggiore possibile”.