Vagnozzi a cuore aperto su Sinner: “Vi svelo il momento più difficile”. Poi la riflessione sul malore al Roland Garros 2026
Lunga e bella intervista concessa dall’allenatore di Simone Vagnozzi al Corriere della Sera in cui parla dei cinque anni al fianco di Jannik Sinner.
Il primo incontro tra Vagnozzi e Sinner
Il tecnico marchigiano ricorda distintamente la prima volta che ha parlato con il nativo di San Candido: “Si capiva subito che aveva un talento raro, ma anche una gran voglia di far bene. Era già centrato, non a caso era numero dieci del mondo a vent’anni. Era già un fenomeno, ma si capiva che era pronto per andare oltre. Quando abbiamo parlato per la prima volta speravo non mi dicesse di essere contento della sua classifica. E così fu. Voleva diventare il n. 1, ma ancora faticava con i più forti. Per diventare leader bisognava migliorare tante cose. Bisognava potenziare la dimensione fisica e muscolare, lavorare sull’aspetto mentale. Se ripenso a Jannik di cinque anni fa, quando abbiamo iniziato, oggi lo vedo completamente diverso, è migliorato in ogni aspetto“.
Il momento più difficile per Sinner legato al caso Clostebol
L’ex n. 161 della classifica ATP si sofferma poi sul periodo difficile iniziato a marzo 2024 con la positività di Jannik al Clostebol e concluso con il patteggiamento a febbraio 2025, crisi superata grazie all’enorme motivazione del cinque volte campione Slam: “È stato un momento difficile. Non capisci quello che sta succedendo, perché tu non hai colpa. Ma noi nel tennis siamo abituati a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e a rivoltare le frittate. Sei stato eliminato presto al Roland Garros? Avrai più tempo per prepararti a Wimbledon. Ti hanno squalificato? Hai un periodo per ricaricarti, riprendere energia e aggiustare quell’aspetto tecnico. Solo così si superano i problemi. E Jannik in questo è un fenomeno, quando scende in campo cancella tutto quello che c’è fuori, lo rimuove. Conta solo la partita. Tutto parte dall’attitudine, dall’apertura, dalla voglia di migliorarsi. Certo, devi imparare a fare la smorzata o andare a rete nel momento giusto. Ma in primo luogo devi trovare il coraggio di farlo, di sbagliare e fallire. Sta tutto nella testa. Noi abbiamo la fortuna che Jannik ha una base di forza mentale incredibile e noi abbiamo cercato solo di moltiplicare questa virtù. Forse in cinque anni avrò dovuto motivarlo due o tre volte, è davvero pauroso. Lui è sempre il primo che vuole sacrificarsi per migliorare ed è molto bravo ad ascoltare. Non ha la presunzione che avrebbe il diritto di avere. Anche se lo prendi a muso duro dopo una partita, lui il giorno dopo ci pensa, reagisce e accetta quello che gli hai detto. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire”.
Il malore accusato da Sinner al Roland Garros 2026
Inevitabile parlare, in ultimo, del malore accusato da Sinner al Roland Garros 2026: “Non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. A Parigi c’era una temperatura proibitiva e lui era arrivato lì con un significativo stress fisico e mentale. Insomma non c’è un singolo fattore, in quel caso sarebbe più facile per noi correggerlo. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli“.