Vagnozzi: “Per Sinner importante giocare a Madrid”. Il motivo
Interessante intervista rilasciata da Simone Vagnozzi alla Gazzetta dello Sport in cui parla soprattutto del suo rapporto con Jannik Sinner e Darren Cahill.
Le parole di Vagnozzi su Sinner e Cahill
Il marchigiano è convinto della bontà della scelta di giocare il Masters 1000 di Madrid perché, diversamente, sarebbe passato troppo tempo tra Montecarlo e Roma, ma tocca tanti altri temi; ecco le sue parole: “Abbiamo avuto tanto tempo per allenarci a Indian Wells e siamo preparati. Jannik già durante Montecarlo è sempre stato meglio col passare del tempo. Se non fossimo venuti a Madrid sarebbe passato troppo tempo tra quel torneo e Roma. Lui sta bene, non c’è da preoccuparsi. Non c’è miglior allenamento della partita. Quando un giocatore vince e gioca bene spreca meno energie. Puoi allenarti tre mesi benissimo, ma se arrivi alla prima partita senza ritmo, sprechi più benzina di uno che è in fiducia. Bisogna trovare equilibrio, essere flessibili, adattarsi. Vediamo quando finirà qui il torneo e in base a quello programmeremo gli allenamenti. Abbiamo fatto questa scelta perché crediamo sia la migliore per tutta la stagione sulla terra. La vittoria di Montecarlo? È stato l’insieme di tante piccole cose: è stato il primo torneo importante sulla terra, negli anni era stato un po’ sfortunato, aveva sempre giocato bene ma senza riuscire a portarlo a casa. Poi la finale con Carlos, la lotta per il numero uno. Tornare numero uno dopo i tre mesi senza giocare del 2025 è stato importantissimo. E poi la festa del pubblico italiano, che era la quasi totalità. Tutto questo ha reso il momento molto emozionante per tutti. Sicuramente Carlos ti mette in difficoltà e ti spinge a migliorare. Vai in campo e capisci su cosa lavorare. È successo anche con Medvedev, con Djokovic. I grandi campioni ti costringono sempre a trovare soluzioni. L’infortunio di Alcaraz? È normale, è sempre successo nelle rivalità che qualcuno abbia acciacchi, anche con i Big Three. Noi siamo partiti da una buona base, poi un team di altissimo livello e magari anche un pizzico di fortuna. Questi ragazzi si allenano 300-320 giorni l’anno, colpiscono tantissime palle e il gioco è sempre più intenso. È impossibile dire ‘facciamo così e non succederà nulla’, ma lavoriamo con grandi professionisti. Il rapporto con Cahill? Penso che sia stato fondamentale che tra noi non ci sia mai stato un numero uno o numero due. All’inizio ci siamo conosciuti, poi abbiamo condiviso la stessa visione su Jannik. Abbiamo capito dove lavorare ognuno nel proprio ambito. A volte, un po’ come nei matrimoni, è necessario fare un passo indietro per far funzionare le cose. Ho capito che Jannik era speciale già prima di allenarlo, in lui vedevo doti incredibili. Io spero che Cahill non se ne vada. Anche se non è sempre facile lavorare in due, ognuno ha il proprio ruolo. Io sono il rompiballe… Sono quello che deve dire le cose scomode. Il poliziotto cattivo, diciamo. Darren è più allegro, quello che stempera le tensioni. Non esiste la bacchetta magica. Serve visione a lungo termine. Devi pensare a che giocatore vuoi nell’arco di due o tre anni e lavorare in quella direzione. Noi ci siamo messi in gioco da subito toccando tante cose, è stato un rischio, poteva anche non andare bene. Invece con pazienza, fatica e costanza siamo arrivati fin qui. Ma Sinner è ancora un giocatore in evoluzione, non è ancora al massimo del suo potenziale. Le sconfitte fanno parte del gioco. Quando abbiamo iniziato ci si chiedeva se potesse vincere ancora, poi se sarebbe diventato numero 1. Adesso sembra tutto normale e scontato. Ma la sconfitta fa parte del gioco. Sinner è un ragazzo di 24 anni a cui piace divertirsi, stare con gli amici, fare scherzi. Poi mette la massima serietà quando gioca, o quando si allena, ma fuori dal campo è gioioso e ama fare una vita normale. Il futuro? Magari Jannik potrebbe aver voglia di cambiare prima o poi, di non sentirsi dire le cose sempre dalla stessa persona. E comunque penso che i grandi coach siano quelli capaci di ottenere grandi risultati con diversi giocatori. Come Darren, ad esempio. Già prima di allenare Sinner, guardando gli altri giocatori immagino sempre cosa avrei potuto fare con loro. In lui vedevo qualità incredibili. Non sbagliavo“.
ATP Madrid 2026, l’allenamento di Sinner con Cerundolo: sorpresa Cahill
Il percorso di Sinner al Masters 1000 di Madrid 2026
1° turno: Bye
2° turno: Benjamin Bonzi o Titouan Droguet
3° turno: Gabriel Diallo o Federico Cinà
Ottavi: Tommy Paul o Cameron Norrie o Tomas Machac
Quarti: Alex De Minaur o Andrey Rublev o Joao Fonseca o Rafael Jodar
Semifinale: Ben Shelton o Lorenzo Musetti o Arthur Fils
Finale: Alexander Zverev o Félix Auger-Aliassime o Flavio Cobolli
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