Arnaldi rivela: “Quando cambio superficie il piede mi dà fastidio”. Poi fissa l’obiettivo per Wimbledon 2026
Capace di raggiungere per la prima volta la semifinale in uno Slam al Roland Garros, Matteo Arnaldi è la testa di serie n. 32 dell’edizione 2026 di Wimbledon in programma dal 29 giugno al 12 luglio.
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Arnaldi parla del problema al piede
Il sanremese svela che il fastidio al piede accusato a inizio stagione torna a farsi sentire quando cambia superficie: “A Parigi è stato non so esattamente cosa sia successo: sicuramente un virus o qualcosa del genere, ma è durato due o tre giorni. Poi, piano piano, ho ricominciato ad allenarmi e siamo andati sull’erba perché so che quando cambio superficie il piede mi dà ancora un po’ fastidio. Io e il mio team sappiamo come gestirlo e per questo motivo abbiamo giocato Eastbourne e siamo arrivati qui abbastanza presto, per passare più tempo sull’erba e adattarci”.
L’obiettivo di Arnaldi a Wimbledon 2026
Il tennista italiano parla, poi, dell’obiettivo per questo Slam londinese: “Dopo Parigi ho grande fiducia, qui però non ho mai vinto una partita; quindi, l’obiettivo principale sarà vincere un match in un posto dove sono sempre stato sfortunato. La cosa principale è che ho ricominciato ad allenarmi con continuità. Dopo Madrid ho cambiato il mio team e da lì, abbiamo iniziato ad allenarci in un modo diverso. Abbiamo capito che, facendo certe cose, arrivando un po’ prima ai tornei, potevo allenarmi senza troppi problemi e stare di più in campo: quella è stata la prima cosa. Cagliari è stata una sorpresa, perché arrivavo da tre giorni di allenamento; avevo tanta voglia di giocare a tennis, era ciò che mi mancava, e credo che lì si sia visto da come ho vinto le partite, spesso sotto di un set. Non avevo dolore e questo mi ha dato la spinta. Ho sempre saputo di avere il livello per essere dove sono ora. Quando ho ritrovato fiducia e ho iniziato a sentirmi bene i risultati sono arrivati da soli. Il Roland Garros è stato un qualcosa in più rispetto a ciò che ci aspettavamo, ma l’ho fatto facendo quello che so fare: stando tanto in campo, giocando partite lunghe ed esprimendomi sempre al meglio. Ora voglio dare il 100% anche sull’erba”.