Berrettini prima di Wimbledon 2026: “Ho ancora fame”. Poi la riflessione su Sinner
Interessante intervista rilasciata da Matteo Berrettini a GQ Italia prima dell’edizione 2026 di Wimbledon, in programma dal 29 giugno al 12 luglio, dove l’azzurro non dovrà disputare le qualificazioni grazie all’ingresso nel tabellone principale arrivato dopo il forfait di Lorenzo Musetti.
Berrettini e il rapporto con gli infortuni
Inevitabile parlare dell’ultimo infortunio rimediato dal romano al Roland Garros nel match dei quarti con Matteo Arnaldi: “Quando mi facevo male più spesso, a pensare che il mio corpo fosse un po’ stanco di tutta l’attività e dello stress a cui l’avevo sottoposto. Sono arrivato a Parigi con poca fiducia perché è arrivato un momento complicato, ma con nella testa l’intenzione di trovare le sensazioni partita dopo partita e dopo il primo set del primo turno ho sentito una ventata, un’energia che mi esplodeva dentro e mi sono sentito riacceso”.
Il rapporto di Berrettini con Wimbledon
Il finalista di Wimbledon 2021 spiega, poi, il rapporto con lo Slam londinese, sottolineando anche come l’arrivo di Jannik Sinner abbia cambiato la percezione del tennis in Italia insieme al suo exploit a Londra: “Ora arrivo a Wimbledon con l’animo di una persona che è superfiera del percorso che ha fatto, che però ha ancora fame di andarsi a prendere determinati risultati, come si è visto a Parigi. Allo stesso tempo devo fare i passi giusti per arrivare in forma, però so che una volta messo a punto due o tre cose è un torneo in cui posso fare bene, in cui posso divertirmi. Dopo quell’estate, è cambiata proprio la percezione del tennis in Italia. Poi è arrivato Jannik Sinner che ci ha catapultati in questa realtà in cui praticamente si parla solo di tennis, che è una cosa bellissima. Quando ho iniziato a giocare, il tennis aveva un trafiletto rispetto agli altri sport e soprattutto al calcio, e questa cosa mi rende molto fiero di essere parte di questo movimento” .