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Wimbledon 2025, Sabalenka: “Arrivare così vicino al tuo sogno e mancarlo fa male”

C’è tanta delusione in Aryna Sabalenka dopo la semifinale a Wimbledon contro l’americana Amanda Anisimova
Aryna Sabalenka
Aryna Sabalenka (Getty Images)

Prova a sdrammatizzare Aryna Sabalenka al suo arrivo in conferenza stampa dopo la sconfitta nella semifinale di Wimbledon contro Amanda Anisimova: “Non so cosa vi aspettiate da me, ma non vedrete niente di simile alla conferenza del Roland Garros”. A Parigi ebbe uno sfogo dopo la finale persa contro Coco Gauff, oggi ha cercato di sdrammatizzare ma la delusione rimane tanta: “Perdere fa schifo, quando accade vorresti solo scomparire e non esistere più. Dopo un po’ ti siedi, rifletti e pensi alle cose che avresti potuto fare meglio e alle qualità dell’avversaria. Vedi le cose con un’altra prospettiva, capisci davvero cosa è accaduto. Il primo momento dopo la sconfitta è terribile, quando arrivi così vicino al tuo sogno e lo manchi fa molto male. La mia relazione con Wimbledon è di odio, tre semifinali perse, un anno ero infortunata e un anno sono stata bannata. Forse un giorno potrò vincerlo, adesso però è difficile da dire. La verità è che non bisogna mai mollare”. 

Wimbledon 2025, Sabalenka: “Avrei dovuto giocare con più rabbia” 

Entrando nel dettaglio della partita, Sabalenka analizza cosa non è andato tecnicamente e mentalmente nella semifinale di oggi: “Ho risposto male, molto peggio rispetto ai match precedenti. Nell’ultimo game al servizio sono stata travolta dal suo tennis, lei è stata più coraggiosa di me. A un certo punto mi sono dimenticata di essere la numero 1 del mondo, mi muovevo male e ho commesso errori perché non mi facevo trovare pronta. Mi sono arrabbiata oggi quando lei ha festeggiato un punto quando ancora potevo giocare la palla, avrei dovuto ricordarmi più spessi di quel punto, con l’arrabbiatura avrei potuto spingere di più. Durante il match ho pensato di urlare, buttare la racchetta e sfogarmi, ma non è un’opzione. Mi devo controllare, anche qui di fronte ai media, non voglio essere quella senza controllo del Roland Garros. È incredibile che io sia ancora così avanti nel ranking pur non avendo vinto ancora uno Slam quest’anno”.