Wimbledon 2026, Cobolli in versione supereroe: “Con Khachanov mi sono sentito invincibile”. Poi il paragone con Arnaldi
Prosegue la corsa di Flavio Cobolli nell’edizione 2026 di Wimbledon che lo vede qualificarsi per gli ottavi di finale grazie al successo in rimonta ai danni di Karen Khachanov.
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Cobolli supera un problema di stomaco in avvio di match
Il romano è, ovviamente, al settimo cielo in conferenza stampa dopo il successo con il russo in cui spiega cosa abbia avuto nel primo set perso per sei giochi a zero: “Ho avuto qualche problema con il cibo. credo di aver mangiato un po’ troppo vicino all’inizio del match e non mi sono sentito bene. Ho provato a vomitare nel primo set, poi mi hanno dato delle pillole per digerire e questo mi ha aiutato molto. Dopo cinque-sei minuti già mi sentivo meglio. Ho trovato il modo di lottare, di ritrovare un buon livello. Mi sento alla grande. Dopo l’incredibile percorso a Parigi non mi sono allenato molto. Per questo non mi aspettavo questo risultato. Sono felice di giocare nella lotta come ho fatto oggi, sono orgoglioso di me stesso. Ho sentito molti italiani qui, in particolare romani. Mi spingono oltre i miei limiti, trovo diverse soluzioni ed energie grazie a loro. Sicuramente mi ha aiutato, mi ha dato tanta energia e credo che l’abbia tolta a lui. Io ho cercato di resistere anche quando la partita si è fatta dura, sono stato un po’ fortunato magari in quel game. Mi sentivo quasi invincibile a un certo punto, anche fisicamente, mi muovevo molto bene e questo, secondo me, a lui ha dato molto fastidio”.
Il cambio di passo di Cobolli
La sensazione è che il meglio debba ancora arrivare per l’azzurro in questo Slam: “Ho detto al mio team che sono l’Arnaldi di Wimbledon. Penso che sia un aspetto positivo, ma può anche essere un problema per i prossimi turni; al momento mi sento fresco, e questo è l’aspetto più importante: se mi sento così, posso giocare anche altre cinque ore. Credo di aver lavorato molto, ad Halle e anche prima del Roland Garros: il mio corpo è pronto. Mi sono trovato molto bene in campo. Quella fase di ambientamento è finita: ora inizia quella in cui, come dico io, bisogna “cafuddare”. Adesso devo esprimere ciò che so fare. Mi sento benissimo dal punto di vista tennistico; fisicamente te lo dirò domani, ma anche lì sono tranquillo. Quella fase è finita: non voglio dire che adesso inizi il “vero” torneo, perché non voglio sminuire gli altri giocatori, però per me comincia il torneo in cui ho bisogno di altre risposte. La mia routine? Sono molto vicino al circolo, quindi ceniamo quasi tutti i giorni a casa. Vengono degli amici, viene Edoardo Bove a cena, viene gente con cui sto bene: ci divertiamo, facciamo dei giochi a casa. Adesso siamo fissati con ‘indovina la canzone’, poi vediamo le partite del Mondiale e I match di Wimbledon se ce ne sono. L’unica costante della routine è che mi finisco sempre una vaschetta di gelato… sempre gli stessi gusti!”.