Zverev, allarme caviglia dopo la vittoria con De Minaur a Shanghai 2026: “C’è un colpo dove sento dolore”
Vittoria n. 62 del 2026 per Alexander Zverev ai quarti del Masters 1000 di Shanghai dove elimina Alex De Minaur per 6-4 6-4, raggiungendo Alejandro Davidovich Fokina in semifinale.
Zverev soddisfatto della propria prestazione con De Minaur
Il 29enne di Amburgo sente di aver elevato il proprio tennis rispetto ai turni precedenti come dichiarato nella zona mista dell’evento cinese: “Credo che oggi il mio livello sia stato decisamente più alto rispetto a quello mostrato nelle ultime partite. Sono sicuramente soddisfatto dei progressi fatti. Ho fatto tante cose bene, nonostante le condizioni fisiche, e quindi non ho dovuto fare fatica dal punto di vista atletico. Più la partita si allunga, più la mia caviglia peggiora. Oggi sono riuscito a giocare a una velocità tale da non dover affrontare scambi lunghi”.
La caviglia dà fastidio a Zverev al servizio
Il futuro n. 1 della classifica ATP rivela di sentire fastidio alla caviglia soprattutto al servizio: “È al servizio che sento maggiormente il dolore alla caviglia, ma è una conseguenza dello sforzo fisico accumulato negli scambi precedenti. Se riesco a evitare quel tipo di situazioni, anche al servizio la caviglia mi dà meno fastidio”.
Zverev e lo shot clock
Ancora una volta polemiche per gli innumerevoli rimbalzi di Zverev prima di servire dopo che De Minaur se ne è lamentato con il giudice di sedia: “L’arbitro mi ha detto di controllare lo shot clock. Non so perché, ma quest’anno ho preso l’abitudine di far rimbalzare la palla tante volte prima di servire (ride, NdR). È iniziato agli US Open e non so perché. Ne sono perfettamente consapevole e sto cercando di lavorarci. Mi rendo conto che, in effetti, è un’abitudine un po’ superflua. Oggi, soprattutto al servizio, cercavo di essere molto rapido tra un punto e l’altro e mi capitava spesso di dover aspettare che lui si facesse portare un asciugamano. Penso però che, se iniziassi la mia routine prima, riuscirei a gestire meglio i tempi. Credo che ci siano alcuni aspetti che riguardano la correttezza del gioco e il rispetto dell’avversario, come evitare di distrarlo. Se mi accorgo che qualcosa che faccio può infastidire o distrarre i miei avversari, non voglio continuare a farlo. Voglio vincere grazie al mio tennis”.