Tennis

Zverev spiega la differenza n. 1 tra l’era dei Big Three e quella di Sinner/Alcaraz: “Risultati meno prevedibili”. Il motivo

Interessante riflessione da parte di Alexander Zverev intervenuto nel podcast “Nothing Major”
Carlos Alcaraz e Alexander Zverev
Carlos Alcaraz e Alexander Zverev (Getty Images)

Ancora a digiuno di titoli Slam, Alexander Zverev è incappato in due sconfitte in semifinale a Indian Wells e Miami sempre per mano di Jannik Sinner.

ATP Montecarlo 2026, Sinner sfoglia la margherita: “l’effetto casa” spinge verso il sì

Secondo Zverev il livello medio è salito

Presente al podcast “Nothing Major”, il tedesco mette a confronto la generazione che ha giocato ai tempi dei Big Three con quella che c’è adesso nell’era dominata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Penso che i giocatori che sono dalla posizione 15 alla 30 siano migliorati. Prima, difficilmente vedevi in uno Slam un Ferrer perdere contro qualcuno numero 30 al mondo. Non succedeva. Se confronti questo con il panorama attuale, vedi che i risultati sono meno prevedibili e il divario di prestazioni si è ridotto. Ora è diverso. Rublev può perdere contro Cerundolo al Roland Garros. Tommy Paul può battere Casper Ruud. Non c’è più una grande differenza tra i top e gli altri come una volta. Prima, nei quarti di finale di uno Slam, probabilmente avevi sei degli otto migliori giocatori ogni volta. Se più di due o tre mancavano, era una grande sorpresa. Ovvio che anche oggi alcuni giocatori sono costantemente attesi nelle fasi finali. Sinner è una certezza. Alcaraz è una certezza. Novak è una certezza. Direi che anch’io sono più o meno lì. Sinner gioca molto veloce, colpendo forte. Fritz colpisce forte. Quando gioco bene, colpisco forte. Draper colpisce forte, Rublev colpisce forte. Tutti colpiscono la palla il più forte possibile”.

Il rendimento di Zverev nel 2026 (15 vittorie/5 sconfitte)

United Cup: round robin

Australian Open: semifinale

Acapulco: 2° turno

Indian Wells: semifinale

Miami: semifinale