Tennis

ATP Barcellona 2026, Musetti ritrova sé stesso: “Posso fare meglio dell’anno scorso”

Morale alto per Lorenzo Musetti dopo i quarti di finale raggiunti a Barcellona
Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti (Getty Images)

Il periodo buio coinciso con l’infortunio rimediato ai quarti dell’Australian Open con Novak Djokovic sembra, ormai, alle spalle per Lorenzo Musetti che raggiunge i quarti dell’ATP 500 di Barcellona grazie al successo per 6-3 6-4 ai danni di Corentin Moutet.

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Musetti fiducioso

In conferenza stampa, il carrarino non sembra preoccupato delle tante cambiali in scadenza, consapevole che in caso di vittoria finale in Spagna si riprenderebbe immediatamente il 5° posto della classifica ATP perso lunedì 13 aprile al termine del Masters 1000 di Montecarlo: “So che in questo periodo ho tanti punti da difendere perché l’anno scorso ho giocato molto bene, ma so di poter fare anche meglio. La vivo con questa filosofia. Vengo da due mesi difficili, la priorità è giocare e trovare la forma migliore per il Roland Garros“.

La partita con Moutet e il giudizio sui Next Gen

Il nostro connazionale si concentra, poi, sul repertorio di colpi messo in mostra dall’imprevedibile transalpino: “Il servizio da sotto non piace al pubblico, non è una cosa da ‘gentleman’ del campo perciò ho cercato di eliminarlo totalmente dal mio bagaglio tecnico. Nel 2022 in semifinale ad Amburgo per paura giocai il servizio dal basso sul match point. Il pubblico mi fischiò. Il colpo è lecito, quindi si può fare ma io mi concentro su altre cose. Un avversario come Moutet, che gioca molto bene il servizio dal basso, ti toglie tante energie perché può giocarlo da un momento all’altro. Ho 24 anni e sono nel circuito dal 2019, quindi non posso più considerarmi giovanissimo. Infatti ci sono giocatori di 18-19 anni con cui inizia ad esserci un distacco d’età importante. So cosa significa avere la loro età: all’inizio è tutto un po’ più semplice perché hai meno pressioni e gli avversari non ti conoscono. Anche con me in molti faticavano perché non sapevano come giocassi. In questi ragazzi rivedo la stessa fame che avevo alla loro età, però io ho tutto il necessario per non considerarmi più un Next Gen“.