La Coppa d’Africa non è solo un torneo di calcio, ma un palcoscenico di passioni che sfidano la logica. A Rabat, durante l’ottavo di finale tra Algeria e Repubblica Democratica del Congo, l’immagine che ha fatto il giro del mondo non è stata quella del gol decisivo, ma quella di Michel Nkuka Mboladinga. Conosciuto ormai come “l’uomo statua”, Michel ha trascorso l’intera partita e i supplementari immobile sul suo piedistallo, con il braccio destro teso verso l’alto, vestito come Patrice Lumumba, l’eroe dell’indipendenza congolese. Una prova di resistenza fisica e mentale incredibile, conclusasi nel modo più crudele: con un gol dell’algerino Boulbina al minuto 119.
Il crollo del simbolo e l’omaggio dei giocatori
Quando l’arbitro ha fischiato la fine del match, sancendo l’eliminazione dei “Leopardi”, la statua vivente si è sgretolata. Michel ha abbassato il braccio, si è portato le mani al volto ed è scoppiato in un pianto inconsolabile. È stato in quel momento che è avvenuto il gesto più nobile della serata: i calciatori del Congo, nonostante la delusione per la sconfitta, si sono diretti verso la tribuna per rendere omaggio al loro tifoso. Lo hanno indicato e applaudito a lungo, riconoscendo in lui il simbolo della resistenza e dell’orgoglio nazionale. Anche i sostenitori avversari e il resto dello stadio si sono uniti in un applauso collettivo, trasformando una sconfitta sportiva in un momento di profonda unità identitaria.
Verso il Mondiale: il cammino non finisce qui
Mentre l’Algeria si prepara a sfidare la Nigeria nei quarti di finale a Marrakech, il Congo deve metabolizzare l’addio alla competizione continentale. Tuttavia, per la nazionale congolese il percorso verso la gloria non è ancora terminato. Gli occhi sono già puntati sul mese di marzo, quando la squadra volerà in Messico per disputare il play-off interconfederale valido per l’accesso ai Mondiali 2026. La forza mostrata da “Lumumba” sugli spalti di Rabat rimarrà l’immagine simbolo da cui ripartire: un popolo che, nonostante il dolore della sconfitta, sa rimettersi in piedi e guardare avanti con dignità.