Openda contro Vlahovic: “Teneva sempre per sé la palla”
A Lione Lois Openda sembra aver ritrovato quella continuità e quella fiducia che a Torino non era riuscito a costruire. L’attaccante belga, arrivato alla Juventus nell’estate del 2025 dal Lipsia, ha vissuto una parentesi complicata in bianconero, con poche presenze dal primo minuto e appena due gol realizzati. Ora, alla corte di Paulo Fonseca, il belga sta vivendo una fase completamente diversa e ha deciso di raccontare a L’Equipe cosa, secondo lui, non ha funzionato durante la sua esperienza italiana. E nel mirino finiscono soprattutto la gestione del reparto offensivo e la convivenza con Dusan Vlahovic.
Scarso feeling
“Nell’estate del 2025 parlai con Damien Comolli, allora a capo del club, che mi spiega come intende utilizzarmi in un campionato non facile. In Italia, la squadra che sfrutta bene la profondità è l’Inter, e la Roma sta solo iniziando a capirlo. L’allenatore mi voleva, ma nel mio ruolo c’erano Vlahovic e David. Avevo complementarità con David, ma la squadra non era abituata a giocare con un giocatore di profondità e Vlahovic teneva per sé la palla”.
Niente rimpianti
“Ho cercato di ottenere la mia chance, e qualche volta l’ho avuta, ma verso la fine della stagione ho capito che per giocare dovevo andarmene. Non è stato un errore e mi ha permesso di lavorare su aspetti che non pensavo. Sapevo bene dove mettevo i piedi e sono sicuro che in altre circostanze sarebbe andata meglio. Ora però sono felice a Lione, un posto sano e una scelta di cui sono molto contento”.