Sinners, il significato dell’horror politico da 16 nomination agli Oscar

Dalla segregazione razziale nel Mississippi ai vampiri come allegoria del potere: Michael B. Jordan guida il capolavoro che sfida la storia del cinema.
Sinners, 16 candidature agli Oscar (Getty Images)

L’annuncio delle candidature per gli Oscar 2026 ha sancito un primato senza precedenti: Sinners, l’opera visionaria di Ryan Coogler, ha polverizzato ogni record storico con ben 16 nomination. Dietro l’apparenza di un horror sovrannaturale che vede Michael B. Jordan sdoppiarsi nel ruolo di due gemelli a caccia di vampiri, si cela una delle analisi sociopolitiche più feroci del cinema contemporaneo. La pellicola, che attende il verdetto finale della notte del 15 marzo, non è solo un successo tecnico, ma un manifesto culturale che usa il genere per raccontare le ferite mai rimarginate dell’America.

Tra folklore e segregazione: il vero volto dei mostri

Ambientato nel Mississippi segnato dalle leggi di Jim Crow, Sinners trasforma la segregazione razziale in un incubo tangibile. I vampiri non sono semplici mostri della notte, ma rappresentano l’allegoria dello sfruttamento sistemico e delle false promesse di integrazione. Coogler contrappone la dura realtà della sopravvivenza dei neri alla “falsa utopia” proposta dai succhiasangue, evidenziando come la promessa di un mondo post-razziale sia in realtà una trappola per il controllo. Il film scava nell’identità afroamericana, utilizzando elementi ancestrali e la tradizione magico-folkloristica del Hoodoo come scudo contro un’oppressione che, nel film come nella storia, ha i volti terrificanti del Klan.

La musica e il juke joint come simboli di resistenza

Il cuore pulsante della pellicola risiede nella sua colonna sonora e nei suoi spazi di aggregazione. Il juke joint, spesso associato al peccato nel senso cristiano tradizionale, viene qui nobilitato a santuario di libertà e comunità. Mentre le preghiere convenzionali si rivelano inefficaci contro il male, è il blues a collegare passato e presente, fungendo da canale per la memoria culturale. In Sinners, la vera salvezza non arriva dalla validazione esterna o dall’assimilazione negli “spazi bianchi”, ma dalla resilienza della comunità e dalla riscoperta delle proprie radici. È questo strato di profondità narrativa ad aver convinto l’Academy, trasformando un horror in un kolossal da record.

Tutte le nomination di “Sinners” categoria per categoria

Il capolavoro di Ryan Coogler concorre per i seguenti 16 premi:

  • Miglior Film
  • Miglior Regia: Ryan Coogler
  • Miglior Attore Protagonista: Michael B. Jordan
  • Miglior Attore non Protagonista: Delroy Lindo
  • Miglior Attrice non Protagonista: Wunmi Mosaku
  • Miglior Sceneggiatura Originale
  • Miglior Fotografia
  • Miglior Montaggio
  • Miglior Scenografia
  • Migliori Costumi
  • Miglior Trucco e Acconciatura
  • Miglior Sonoro
  • Migliori Effetti Visivi
  • Migliore Colonna Sonora Originale
  • Migliore Canzone Originale
  • Miglior Casting