La protesta di Anfield: striscioni e cori contro il City. Ma Maresca vince ancora
Un’accoglienza gelida, prevedibile e annunciata. Il Manchester City è tornato in campo per la prima volta dopo la sentenza che lo ha riconosciuto colpevole di oltre cento violazioni delle regole finanziarie della Premier League, e lo ha fatto nello stadio più caldo d’Inghilterra. Anfield non ha fatto sconti ai Citizens, ma sul campo la squadra di Enzo Maresca ha risposto nel modo più netto possibile: 3-0 al Liverpool, sesta vittoria consecutiva e primo posto solitario in classifica, di nuovo davanti all’Arsenal.
Arrivo sotto scorta
La tensione si è avvertita fin dall’arrivo del pullman del City ad Anfield Road, scortato dalla polizia per il timore di un’accoglienza rovente. I tifosi del Liverpool si sono limitati a una contestazione rumorosa ma senza incidenti. Nei dintorni dello stadio, le bancarelle erano piene di sciarpe e bandiere che ironizzavano sullo scandalo finanziario dei rivali.
Il “114” e gli striscioni della Kop
Il cuore della protesta è stata la Kop. Sugli spalti è comparso il numero “114”, a ricordare le infrazioni contestate al club, accompagnato da striscioni come “Una generazione di tifosi imbrogliata” ed “E alla fine ci avete derubato tutti”. Per tutta la partita la curva ha provocato i rivali con cori dedicati agli “imbroglioni”, invocando la “retrocessione” e ricordando che il City non vincerebbe un trofeo dal 1976.
La partita
In avvio di ripresa i Reds hanno alzato il ritmo, trovando però sulla loro strada un Donnarumma provvidenziale, prima su Koumas e poi su Gravenberch. Proprio il centrocampista olandese, al 62′, ha cambiato il corso del match: secondo cartellino giallo ed espulsione, Liverpool in dieci. Con l’uomo in più, il City ha dilagato. Al 65′ il solito Erling Haaland ha sbloccato la gara. Tre minuti dopo Jérémy Doku ha raddoppiato con uno splendido destro a giro. Al 78′ è arrivato il tris di Rayan Cherki.