Paga 2800 euro per il Clasico ma é costretto a vederlo su un taxi: l’assurda vicenda del tifoso del Real Madrid
Da una trasferta organizzata per vivere dal vivo il grande Clasico a una partita seguita sullo schermo di un cellulare, seduti in un taxi. È la disavventura raccontata da Frantisek Vavrek, tifoso slovacco del Real Madrid, che ha denunciato al quotidiano spagnolo Marca quanto accaduto durante la sfida contro il Barcellona. Insieme a un amico e il figlio, sostenitori dei blaugrana, l’uomo era partito insieme al figlio Denis per festeggiare il suo diciottesimo compleanno con un regalo speciale: assistere per la prima volta dal vivo alla partita più attesa del calcio spagnolo. Per esaudire questo sogno si era rivolto a un’agenzia pagando ben 5600 euro, 1400 a persona.
La maglia del Real Madrid e l’esultanza per il gol di Mbappé
I primi problemi sarebbero iniziati già all’ingresso dello stadio. Gli addetti alla sicurezza avrebbero fatto presente al padre e al figlio che non potevano entrare indossando le maglie del Real Madrid, arrivando, stando al suo racconto, a indicare loro i cestini dei rifiuti come possibile destinazione delle divise. I due avrebbero quindi conservato le maglie, indossandole prima del fischio d’inizio, una volta raggiunti i propri posti nel settore 113. La situazione sarebbe precipitata intorno al 40′ minuto, quando Kylian Mbappé ha portato in vantaggio il Real Madrid. Vavrek sostiene che lui e il figlio si siano semplicemente alzati in piedi per festeggiare il gol e abbracciarsi, senza provocare i sostenitori avversari né compiere gesti violenti. Nonostante ciò, circa dieci addetti alla sicurezza sarebbero intervenuti per accompagnarli fuori dal settore. Il tifoso ha inoltre raccontato che, inizialmente, sarebbe stata prospettata la possibilità di tornare ai propri posti togliendosi le maglie del Real. La decisione sarebbe poi cambiata dopo un confronto tra gli addetti alla sicurezza, con la motivazione che non fosse possibile garantire la loro incolumità in caso di rientro sugli spalti. Secondo la versione dell’uomo, non sarebbe stata offerta loro neppure la possibilità di seguire il resto della partita da un’altra zona dell’impianto.
Dal Camp Nou al taxi: la partita vista sul cellulare e la richiesta di rimborso
La vicenda non si sarebbe conclusa con l’allontanamento dalle tribune. Stando al racconto del tifoso, sarebbero intervenuti anche alcuni agenti di polizia, che avrebbero controllato i documenti di padre e figlio e redatto dei verbali relativi all’accaduto. Vavrek contesta le presunte accuse riportate nella documentazione e chiede che vengano esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza e ascoltate le testimonianze delle persone presenti. Dopo circa 45 minuti trascorsi tra verifiche e accertamenti, i due avrebbero lasciato lo stadio e preso un taxi per tornare all’alloggio. È qui che si è consumato il finale più amaro della loro trasferta: il Clasico che avevano pagato migliaia di euro per vivere sugli spalti è proseguito sullo schermo di un telefono cellulare. Vavrek ha dichiarato di voler ottenere spiegazioni e il rimborso dei biglietti, sostenendo di essere stato indirizzato verso una procedura di reclamo da presentare al Barcellona.
La promessa al figlio per il diciottesimo compleanno: “Non dimenticheremo mai quel giorno”
Dietro la denuncia c’è soprattutto la delusione di un padre che aveva preparato il viaggio come un regalo speciale. Denis aveva compiuto diciotto anni a settembre e il Clasico rappresentava l’occasione per celebrare il traguardo con un’esperienza destinata a restare nella memoria. Il viaggio dalla Slovacchia, i biglietti costosi e l’attesa per la sfida tra Barcellona e Real Madrid avrebbero dovuto trasformarsi in un ricordo felice, ma l’esito è stato ben diverso da quello immaginato. La partita, terminata 1-2 per il Real Madrid, ha regalato ai tifosi Blancos la soddisfazione del risultato, ma per Vavrek e suo figlio la gioia sportiva è stata accompagnata dalla rabbia per quanto accaduto sugli spalti. L’uomo ha ricordato la promessa fatta al figlio prima della partenza: gli aveva assicurato che non avrebbe mai dimenticato il suo primo Clasico. Una promessa mantenuta.