Milan, Tare torna a parlare dopo l’addio: “Il ciclo di Leao in rossonero è concluso”
A un mese dal suo addio al Milan, arrivato dopo la sconfitta contro il Cagliari che è costata ai rossoneri la qualificazione alla prossima Champions League, Igli Tare è tornato a parlare pubblicamente. Intervistato da SportMediaset, l’ex direttore sportivo ha affrontato diversi temi, dal proprio futuro alle prospettive del Milan, passando per Rafael Leao, Massimiliano Allegri e la Nazionale italiana.
Sul rapporto con Allegri
Il ritorno di Massimiliano Allegri in panchina, con il tecnico livornese che ha scelto di raccogliere l’eredità di Antonio Conte al Napoli, è una decisione che Tare approva senza esitazioni. Per l’ex dirigente del Milan, Allegri rappresenta una garanzia assoluta e una scelta coerente con le ambizioni del club partenopeo. “È un top”, ha dichiarato, ricordando come già un anno fa il suo nome fosse stato accostato agli azzurri. Il rapporto tra i due è rimasto molto stretto anche dopo la conclusione dell’avventura milanista: Tare ha infatti rivelato di sentirsi regolarmente con Allegri, ammettendo anche che nella gestione dell’ultima stagione qualche errore sia stato commesso.
Su Leao lontano dal Milan
Inevitabile poi un passaggio sul futuro di Rafael Leao, che nelle ultime settimane ha manifestato la volontà di affrontare una nuova esperienza lontano da Milano. Secondo Tare, quando un calciatore sente il bisogno di cambiare significa spesso che un ciclo è arrivato alla conclusione: “Le sue qualità sono indiscutibili, deve solo trovare continuità nella partita perché è uno che può deciderle da solo, quest’anno non è successo anche per i problemi fisici che ha avuto”, ha concluso l’ex ds.
Sulla Nazionale italiana
Infine, uno sguardo alla Nazionale italiana e alla possibilità di un ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra. Tare ritiene che l’Italia possa ripartire dall’esperienza dell’allenatore che ha conquistato l’Europeo e ha invitato tutto il movimento a compiere scelte coraggiose, investendo con decisione sui giovani talenti. Secondo l’ex direttore sportivo, il calcio italiano dispone di prospetti interessanti, ma serve la volontà di concedere loro spazio, fiducia e tempo per crescere.