Tennis

Draper torna a parlare del suo infortunio dopo i tanti ritiri in extremis: “Molto complesso”. Poi la previsione sul futuro

Precipitato al n. 143 della classifica ATP, Jack Draper ha rinunciato agli ultimi due tornei a Wimbledon e Washington per il solito problema al braccio
Jack Draper (Getty Images)

Sulla carta, Jack Draper dovrebbe tornare in campo lunedì 3 agosto 2026 al Masters 1000 di Montreal contro Terence Atmane, ma è meglio usare il condizionale perché il mancino britannico si è ritirato in extremis sia a Wimbledon che a Washington per il problema al braccio che l’ha condizionato pesantemente negli ultimi dodici mesi.

Draper spiega l’infortunio al braccio

Dal Canada, il nativo di Sutton sottolinea come si tratti di un problema molto complesso: “È importante che la gente capisca che l’infortunio che ho è molto complesso, molto complicato. Non è così semplice come riposarsi e guarire per poi tornare in perfetta forma. Tutto ciò che riguarda la mia vita fuori dal tennis sta andando molto bene. Anche in campo gestisco molto bene le cose. Ora sono in una fase in cui sono felice di sapere che riuscirò ad attraversare questo periodo. Semplicemente ci vorrà tempo, ma sto facendo tutto il necessario e le persone che mi circondano mi sostengono enormemente. Sono nella migliore situazione in cui sia stato da un anno. Il processo in cui sono impegnato richiede molta pazienza. Bisogna anche trovare il giusto carico di lavoro, la giusta intensità, e avere il tempo di lasciare che tutte le cose che sto mettendo in atto, dentro e fuori dal campo, si combinino per arrivare, spero, al momento in cui potrò fare il salto di qualità“.

Draper sente di avere una lunga carriera davanti a sé

L’ex n. 4 rimane, però, ottimista per il futuro: “Sono capace di migliorare davvero, di restare in campo, e mi sto avvicinando a quel momento. Credo che quel momento sia adesso. È anche per questo che è difficile andare ai tornei e dover a volte ritirarsi all’ultimo momento. Ma sono decisioni che prendo perché ho ancora una lunga carriera davanti a me e ho bisogno di andare sul posto per sapere a che punto sono”.