Calcio

Capo Verde, sorpresa africana: velocità e imprevedibilità

Capo Verde sta vivendo un sogno ad occhi aperti, la qualificazione al Mondiale del 2026 è il punto più alto della sua storia

Isolotti vulcanici sperduti nell’Oceano Atlantico, poco più di 500.000 abitanti e una passione sconfinata per il calcio. La nazionale di Capo Verde, nota a tutti come gli Squali Blu (Tubarões Azuis), non è più una semplice Cenerentola del calcio africano, ma una splendida realtà. Il pass strappato per i Mondiali del 2026 rappresenta il punto più alto della storia sportiva dell’arcipelago: una qualificazione centrata con un mix di organizzazione tattica, ripartenze fulminee e un’imprevedibilità che promette di far saltare il banco anche sul palcoscenico più importante del mondo.

Il momento della squadra 

Gli Squali Blu arrivano a questo storico appuntamento sulle ali dell’entusiasmo e nel momento di massima maturità del loro ciclo. Nelle qualificazioni CAF, Capo Verde ha compiuto un vero e proprio capolavoro nel Gruppo D, mettendosi alle spalle una superpotenza continentale come il Camerun e una nazionale ostica come l’Angola. Fondamentale è stato il fortino di Praia: 5 vittorie su 5 in casa senza subire nemmeno un gol. La squadra ha dimostrato una continuità impressionante, chiudendo il girone in testa con ben 23 punti e certificando una crescita mentale che permette ormai a questo gruppo di giocare a viso aperto contro chiunque. 

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Alla guida del gruppo c’è Pedro Leitão Brito, per tutti “Bubista”. Capitano e colonna della nazionale per 11 anni da giocatore, Bubista ha preso la guida tecnica nel 2020, plasmandola a sua immagine e somiglianza. Il suo calcio si fonda su un concetto chiaro: identità e coraggio, senza timori reverenziali. Tatticamente la squadra si schiera fluidamente con un 4-3-3 che in fase di non possesso si trasforma in un compatto 4-5-1. Le sue idee di gioco non prevedono un possesso palla sterile ma al contrario, il tecnico predilige una fitta rete di coperture a centrocampo per poi innescare verticalizzazioni immediate. Il dogma è la transizione positiva rapida: recuperare palla e distendersi sfruttando la spaventosa velocità degli esterni d’attacco.

I giocatori chiave

Il roster degli Squali Blu è un mosaico di storie, radici e talento sparso per l’Europa e nel mondo. Ryan Mendes è il principale punto di riferimento, capitano e leader carismatico. È la stella polare dell’attacco. Logan Costa, perno della difesa. Il centrale del Villarreal garantisce fisicità, tempismo ed è fondamentale nella fase di impostazione. Infine, Vozinha che a 39 anni è non solo il portiere del gruppo ma la guida emotiva di tutto lo spogliatoio. 

Punti di forza e debolezze

La velocità e l’imprevedibilità nello spazio aperto sono i veri marchi di fabbrica. Inoltre, l’organizzazione difensiva e la coesione del gruppo rendono la squadra difficilissima da scardinare se decide di arroccarsi. La coperta rischia di essere corta nei ricambi di qualità a centrocampo se il livello dei match si alza troppo. A questo si aggiunge la mancanza di esperienza in tornei di questo livello che impedisce di gestire al meglio le pressioni e che comporta un po’ di sofferenza fisica contro squadre ben strutturate.

Probabile formazione 

CAPO VERDE (4-3-3): Vozinha; Steven Moreira, Logan Costa, Roberto Lopes, Stopira; Jamiro Monteiro, Kevin Pina, Deroy Duarte; Ryan Mendes, Livramento, Garry Rodrigues (o Jovane Cabral).

La storia ai Mondiali 

Quella del 2026 è la prima partecipazione di Capo Verde alla fase finale di un Mondiale. L’impresa era stata sfiorata nell’edizione del 2022 in Qatar, ma fu eliminata nell’ultima giornata della fase a gironi.

Obiettivo Mondiale 

Capo Verde è stato inserito nel Gruppo H insieme a Spagna, Uruguay e Arabia Saudita. Scontato dire che non parte con i favori del pronostico, ma l’obiettivo è ben altro: stupire e divertire, giocando senza la pressione di dover fare risultato a tutti i costi. La sfida con La Roja è la più proibitiva, gli Squali blu proveranno a giocarsi le loro carte contro i sauditi e gli uruguaiani ma non senza fatica. Centrare il passaggio del turno sarebbe il vero miracolo.