Ahn Jung-hwan: l’eroe coreano sparito dopo aver eliminato l’Italia
18 giugno 2002, stadio di Daejeon, l’Italia di Giovanni Trapattoni affronta la Corea del Sud negli ottavi di finale del Mondiale organizzato proprio dalla Corea insieme al Giappone. L’ora locale indica 20.30, ma per gli italiani è solo l’ora del pranzo. Un pranzo che, però, si rivelerà indigesto. Eppure gli azzurri passano in vantaggio con Christian Vieri dopo solo 18 minuti, ma nel finale arriva il pareggio di Seol Ki-hyeon. Si va quindi ai supplementari e al 117’ ecco il momento destinato a entrare nella storia: su un cross dalla sinistra Ahn Jung-hwan, che si era fatto parare un calcio di rigore dopo appena cinque minuti sul risultato ancora fermo sullo 0-0, anticipa tutti e batte Gianluigi Buffon con un colpo di testa che, grazie alla regola del Golden Goal allora in vigore, chiude immediatamente la partita. L’Italia è fuori dal Mondiale, la Corea del Sud vola ai quarti di finale per la prima volta nella sua storia. Una partita rimasta negli annali anche per il controverso arbitraggio dell’ecuadoriano Byron Moreno, contestato duramente dagli azzurri.
Dal Paradiso all’Inferno: la storia di Ahn Jung-hwan
Per gli italiani Ahn Jung-hwan diventa il volto di una delle notti più amare della storia sportiva del calcio azzurro mentre per i sudcoreani è un eroe nazionale. Eppure, dopo quel celebre colpo di testa che elimina l’Italia dal Mondiale del 2002, la sua carriera prende una piega inaspettata: quello che avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio verso il calcio europeo che conta si trasforma invece in una lunga e tortuosa discesa. A 24 anni di distanza, la storia dell’attaccante sudcoreano resta una delle più incredibili di sempre.
Perugia, Gaucci contro Ahn Jung-hwan
La particolarità della vicenda sta nel fatto che Ahn non è un perfetto sconosciuto nel calcio italiano. Al momento del Mondiale gioca infatti nel Perugia, club allora guidato dal vulcanico presidente Luciano Gaucci. Il giorno successivo all’eliminazione dell’Italia arriva una reazione destinata a fare il giro del mondo: il numero uno del club umbro dichiara pubblicamente che non vuole vedere il giocatore in squadra, accusandolo di aver “rovinato il calcio italiano”. Le sue parole fanno enorme scalpore e il rapporto tra il club e il calciatore si rompe definitivamente. In seguito il Perugia prova a tornare sui suoi passi e a ricucire lo strappo, anche perché il valore del giocatore è improvvisamente esploso dopo il Mondiale. Ma ormai il danno è fatto e Ahn non vuole più proseguire la sua esperienza in Italia.
Ahn Jung-hwan e quel “maledetto” gol all’Italia
Paradossalmente, il gol più importante della sua vita non gli spalanca le porte dell’élite europea. Dopo il Mondiale sembra destinato a un grande trasferimento, ma tra controversie contrattuali e una situazione ormai compromessa con il Perugia, la sua carriera prende una strada diversa. Negli anni successivi Ahn gioca in Giappone, Francia, Germania, Corea del Sud e Cina senza mai riuscire a raggiungere i livelli che molti immaginano nel 2002.
Che fine ha fatto oggi Ahn Jung-hwan
Se in Europa il suo nome è legato quasi esclusivamente a quella notte del 2002, in Corea del Sud Ahn Jung-hwan rimane una figura popolarissima. Dopo il ritiro dal calcio giocato è diventato commentatore televisivo, personaggio mediatico e ambasciatore in diverse iniziative sportive e sociali. La sua popolarità nel Paese non è mai diminuita: per milioni di sudcoreani resta l’uomo che ha regalato alla Nazionale uno dei momenti più iconici della propria storia sportiva. Non sarà diventato una superstar mondiale, ma un solo gol gli è bastato per renderlo indimenticabile.