Mondiali

Belgio, ultima occasione: la generazione d’oro all’ultimo ballo 

I Mondiali 2026 sono l'ultimo ballo della generazione d'oro del Belgio, capace di accarezzare la gloria senza mai stringerla tra le mani

Per anni il Belgio è stata la grande promessa mai pienamente mantenuta del calcio mondiale. La “generazione d’oro” è stata capace di accarezzare la gloria senza mai stringerla tra le mani e si presenta al Mondiale del 2026 consapevole che sarà l’ultima occasione, non ci saranno altre repliche. 

Il momento della squadra 

Il Belgio arriva alla kermesse iridata dopo aver vissuto un profondo periodo di transizione. La fine del ciclo tormentato di Domenico Tedesco e la successiva ricostruzione hanno lasciato spazio a una squadra più pragmatica e solida, capace di superare brillantemente il girone di qualificazione concluso con il primo posto e un record di vittorie. La selezione belga inoltre, ha ritrovato una buona quadratura mentale complice l’equilibrio creato tra i veterani della generazione d’oro e i giovani talenti emergenti. I Diavoli Rossi sono i favoriti del Girone G, ma la sensazione è che arrivino con meno pressione mediatica rispetto al passato e questo potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio sia tattica sia psicologica.

Il commissario tecnico e le idee di gioco 

Rudi Garcia ha assunto l’incarico di ct del Belgio a inizio 2025, subentrando a Domenico Tedesco con l’obiettivo di riportare serenità e ricompattare lo spogliatoio. Il francese ha puntato molto sulla gestione del gruppo e sul trovare la chiave per far coesistere i senatori e i giovani, allontanandosi dai vecchi sistemi di gioco. La sua idea si concentra sulle transizioni veloci e sul dare ai giocatori creativi la libertà di attaccare. Dal punto vista tattico il francese ha consolidato l’uso del 4-3-3, e a volte del 4-2-3-1, molto fluido. 

I giocatori chiave 

Kevin De Bruyne è senza dubbio il leader indiscusso del Belgio, è l’uomo a cui la squadra si affiderà per affrontare questa avventura al Mondiale. È il cervello del gioco, ogni azione offensiva passa dalla sua visione di gioco e dalle sue verticalizzazioni. Fondamentale anche il ritorno di Courtois, portiere del Real Madrid, dopo le vecchie frizioni con la precedente gestione. È uno dei migliori al mondo nel suo ruolo e la sua presenza tra i pali trasmette fiducia e sicurezza alla squadra. Non va dimenticato Romelu Lukaku, nonostante la sua stagione travagliata per gli infortuni e lo screzio col Napoli che ha tormentato il finale di campionato, resta il punto di riferimento offensivo insostituibile.

Punti di forza e debolezze

La qualità e l’esperienza di alcune individualità rimangono di livello assoluto, giocatori abituati a vincere con i club che garantiscono una forte tenuta mentale nei momenti chiave del match. La varietà offensiva è la forza maggiore e inoltre, le opzioni a gara in corso offrono a Garcia varianti tattiche di primo livello. Il punto debole è la linea difensiva, è il reparto che ha accusato di più il ricambio generazionale e necessita ancora di rodaggio. Manca ancora l’esperienza internazionale che garantivano i vecchi pilastri. Questo spesso espone la squadra a forti rischi durante le gare, specialmente se davanti si ritrova grandi attaccanti che sanno come sfruttare i piccoli spazi. 

Probabile formazione

Belgio (4-3-3): Courtois; Castagne, Debast, De Winter (Witsel), Theate; Onana, Tielemans, De Bruyne; Trossard (De Ketelaere), Lukaku, Doku. All.: Garcia

La storia ai Mondiali 

La storia del Belgio ai Mondiali è fatta di grandi exploit e storiche occasioni mancate. Il punto più alto della sua storia calcistica recente è senza dubbio il terzo posto conquistato a Russia 2018, dove la Generazione d’Oro eliminò il Brasile prima di arrendersi in semifinale alla Francia poi campione. Prima di allora, il miglior piazzamento era stato il quarto posto a Messico ’86. La grande macchia nera resta invece l’edizione di Qatar 2022 conclusasi con una clamorosa e dolorosa eliminazione già ai gironi, un fallimento che ha sancito la fine di un’era e che oggi i superstiti vogliono cancellare a tutti i costi.

Obiettivo Mondiale 2026

Inserito nel Gruppo G insieme a Egitto, Iran e Nuova Zelanda, l‘obiettivo minimo e realistico del Belgio è superare agevolmente la fase a gironi e raggiungere la fase a eliminazione diretta preferibilmente come prima del girone per garantirsi un proseguimento più morbido.Tuttavia, trattandosi dell’ultimo ballo per i leader storici, l’ambizione celata nello spogliatoio guidato da Garcia è quella di spingersi fino alle semifinali. Vincere il Mondiale appare una missione proibitiva rispetto alle corazzate sudamericane ed europee, ma questo Belgio operaio e maturo ha tutta l’intenzione di regalarsi un finale di storia indimenticabile.