Bordo campo

Mondiali 2026, caso Balogun: attacco durissimo della UEFA alla FIFA

Anche la UEFA ha preso una posizione molto forte sulla decisione della FIFA di sospendere per un anno la squalifica di Balogun
Ceferin
Ceferin (Getty Images)

Il caso Balogun rischia di diventare il più discusso e criticato dell’intero Mondiale. La decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell’attaccante americano, appellandosi all’articolo 27, ma senza fornire una motivazione ha scatenato numerose polemiche nel mondo del calcio. Il Belgio ha già preso posizione e lo ha fatto con un comunicato ufficiale, ma anche attraverso il commento ironico e polemico del commissario tecnico Rudi Garcia che, al riguardo ha detto: “Non sapevo che per la FIFA il 5 luglio fosse il primo d’aprile. È un pesce d’aprileVoglio fare riferimento anche al comunicato della federazione, lì c’è scritto tutto. La federazione non difende solo se stessa, ma anche il calcio in generale, l’integrità e l’etica. Credo sia la prima volta nella storia che viene presa una decisione del genere“. In queste ore è arrivata anche la comunicazione della UEFA che si è duramente opposta alla FIFA contestandogli di aver compromesso la credibilità del Mondiale.

Il duro comunicato della UEFA sul caso Balogun

La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa. Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no. La squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica“.

“Il Mondiale non ha più credibilità”

Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa. Inoltre, una decisione di questo tipo crea un precedente all’interno del torneo in corso: situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco straordinario, ed è credibile perché viene praticato ovunque secondo le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, quando il torneo in questione è il Mondiale, ha il potere di produrre conseguenze, positive o negative, sull’intero movimento calcistico. Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.