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Mondiali 2026, chi è Al-Kamali: l’uomo che ha sospeso la squalifica di Balogun

Il caso Balogun si riaccende con l'emersione di un nuovo clamoroso retroscena
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Torna ad accendersi il caso Folarin Balogun. L’attaccante americano al quale la FIFA aveva deciso di sospendere la squalifica dopo l’espulsione rimediata contro la Bosnia, per un fallo commesso ai danni del difensore avversario Tarik Muharemovic. L’intervento del massimo organismo calcistico aveva alimentato un dibattito che si è infiammato negli scorsi giorni dopo le dichiarazioni di Trump. Il presidente degli Stati Uniti aveva confermato di aver contattato Infantino per quella che riteneva una scelta arbitrale incomprensibile. L’intervento della FIFA alla fine non aveva cambiato il destino della Nazionale di Pochettino, eliminata dal Belgio con un sonoro 4-1 nonostante la presenza di Balogun in campo, ma aveva comunque portato a polemiche che oggi tornano al centro dell’attenzione.

Come funziona la sospensione di una squalifica?

In particolar modo, a far infiammare nuovamente la questione è la notizia lanciata sulle colonne del The Times. Il quotidiano britannico, infatti, ha fatto sapere che a prendere la decisione di sospendere la squalifica di Balogun non è stata l’intera commissione disciplinare indipendente, come svelato dallo stesso Infantino con una nota ufficiale, maun solo membro dei 18 presenti. A intervenire sulla situazione dell’attaccante degli Stati Uniti sarebbe stato esclusivamente l’emiratino Mohammad Al-Kamali che, senza consultare gli altri componenti del comitato disciplinare indipendente, avrebbe dato il via libera sulla sospensione della squalifica. Il The Times specifica che sentenze di questo tipo sono di solito affidate a un collegio di tre membri della Commissione disciplinare. Nonostante in passato fosse già successo che a prendersene carico fossero singoli membri della commissione, seppur sempre indirizzabili al vice-presidente e mai al presidente.

Chi è Al-Kamali?

Mohammad Al-Kamali è il presidente del Comitato disciplinare della FIFA da maggio del 2025. Avvocato e arbitro internazionale accreditato presso la Corte di Arbitrato per lo Sport (CAS), nella sua carriera è stato membro del Consiglio nazionale federale degli Emirati Arabi Uniti. Dal 2017 è stato nominato anche responsabile dell’integrità indipendente presso l’Asian Football Confederation (AFC) in Malesia da maggio 2017 ed è uno dei leader della squadra fondatrice del Centro Arbitrato Sportivo degli Emirati Arabi Uniti e della Corte delle Controversie Sportive del Golfo. Socio fondatore di Al Kamali & Co, in cui lavora dal 1996, è anche arbitro della Camera di Commercio, dell’Industria di Dubai e del Centro Arbitrato del Dubai. Ha anche contribuito all’istituzione dell’Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali (ANOC) a Losanna, in Svizzera, ed è stato membro del suo Comitato Legale.