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Mondiali 2026, Enzo Fernandez torna a parlare: il messaggio dopo l’espulsione

Enzo Fernandez torna a parlare dopo l'espulsione nella finale dei Mondiali
Vincic estrae il rosso per Enzo Fernandez (Getty Images)
Vincic estrae il rosso per Enzo Fernandez (Getty Images)

Nella sconfitta dell’Argentina contro la Spagna c’è anche tanta responsabilità di Enzo Fernandez. Il centrocampista della Scaloneta ha provato a impostare una partita fisica e nervosa che, però, gli si è ritorta contro quando il match era a pochi minuti dai tempi supplementari. Un intervento scellerato su Cubarsì gli è costato la seconda ammonizione e ha lasciato l’Albiceleste in dieci uomini contro undici per più di mezz’ora. Una sciocchezza che ha complicato ulteriormente la sfida dell’Argentina, costretta a ripiegare e ad alzare il muro per portare la partita ai supplementari.

La vittoria della Spagna

Al 106′, perrò, dopo che più volte la Spagna si era avvicinata al gol, la pressione della Roja funziona. Il colpo di testa di Nico Williams per Ferra Torres libera il mancino dell’attaccante del Barcellona che fa 1-0. L’Argentina prova a reagire, ma a centrocampo manca quel giocatore di qualità e sostanza che tanto era stato fondamentale negli ultimi minuti contro Egitto e Inghilterra. Quello di Enzo Fernandez è stato un errore inaccettabile, per il quale lui stesso ha voluto chiedere scusa 24 ore dopo la sconfitta, con un messaggio sui proprio social network.

Il messaggio di Enzo Fernadnez


“Quando passa il tempo, capisci che c’è qualcosa di molto più grande di un risultato. Sono anni che questo gruppo rappresenta nel migliore dei modi. Insegna che competere non significa solo vincere, ma dare tutto per la maglia e non arrendersi mai. Far parte di questo gruppo che ci ha sempre messo la faccia, che ha competuto al massimo e che ha difeso questi colori con orgoglio, umiltà e impegno. Voglio ringraziare tutti i tifosi argentini. Grazie per esserci sempre stati, per averci accompagnato in ogni partita, per l’affetto, per il sostegno incondizionato e per averci fatto sentire a casa in qualsiasi parte del mondo. Indossare la maglia del mio Paese è il più grande onore della mia carriera e continuerò a dare tutto ogni volta che mi toccherà defenderla.
“.