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Mondiali 2026, l’aggiornamento del Belgio: “La FIFA ha ignorato la nostra richiesta”

La FIFA ha ignorato la richiesta del Belgio, questo è quanto emerge dall'ultimo aggiornamento pubblicato dalla RBFA

Il Belgio non si placa dopo il comunicato pubblicato nelle scorse ore sul caso Balogun. La Federcalcio, per tenere informati i tifosi e non sono, ha voluto emettere una nuova nota in cui notifica un aggiornamento sulla vicenda e, in particolar modo, sulle possibilità di fare ricorso. La RBFA, infatti, ha spiegato di aver chiesto alla FIFA un lettera in cui vi fosse una copia della decisione, una spiegazione della procedura eseguita e dei chiarimenti sull’applicazione del regolamento. Di questo, però, non è arrivato nulla se non una comunicazione dalla FIFA in cui si rendeva noto di considerare la richiesta fatta come un ricordo. Di seguito la nota.

La nota del Belgio

Dopo aver appreso attraverso i media della decisione della Fifa di revocare la squalifica automatica del calciatore Folarin Balogun, la Rbfa ha inviato una lettera chiedendo una copia della decisione, una spiegazione della procedura seguita e chiarimenti in merito all’applicazione dei regolamenti. Come unica risposta, la Fifa ha inviato una lettera alla Rbfa comunicando di aver considerato tale corrispondenza come un ricorso, di aver nominato un giudice e di aver concesso alla federazione belga soltanto poche ore per completare il ricorso. La Fifa non ha però fornito alcuna informazione sul merito della vicenda. Affinché un ricorso sia ammissibile, i regolamenti della Fifa stabiliscono che la decisione motivata debba essere preventivamente comunicata al ricorrente. Mentre la Rbfa chiedeva semplicemente legittimi chiarimenti, la Fifa ha creato essa stessa un ricorso e si è immediatamente assicurata che venisse dichiarato inammissibile“.

Il primo comunicato del Belgio

La Federazione Calcistica Reale Belga (RBFA) è stupita dalla decisione della FIFA di dichiarare il giocatore statunitense squalificato Folarin Balogun idoneo a giocare nella partita USA-Belgio di lunedì 6 luglio alle 17:00 (ora di Seattle).


La FIFA basa la sua decisione sull’Articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA. Questa disposizione stabilisce che la Commissione Disciplinare FIFA può decidere di sospendere l’esecuzione di una sanzione disciplinare precedentemente imposta. Tuttavia, l’Articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare FIFA stabilisce chiaramente che un cartellino rosso (espulsione) comporta automaticamente una squalifica per la successiva partita della squadra, come è avvenuto per tutti i precedenti cartellini rossi estratti durante questa Coppa del Mondo FIFA.


Inoltre, e a prescindere da quanto sopra, la decisione è in diretta contraddizione con le disposizioni del Regolamento della Competizione della Coppa del Mondo FIFA 2026, come stabilito nell’Articolo 10.5:”Se un giocatore o un ufficiale di squadra viene espulso a seguito di un cartellino rosso diretto o indiretto (seconda ammonizione), sarà automaticamente squalificato per la partita successiva della propria squadra. Inoltre, potranno essere imposte ulteriori sanzioni”.