Bordo campo

Mondiali 2026, Renard alla squadra: “Sapete cosa succede se ci eliminano?” – VIDEO

Renard, nuovo commissario tecnico della Tunisia, ha parlato alla squadra dopo uno dei primi allenamenti
Hervé Renard (Getty Images)

Renard si è presentato subito alla Tunisia e lo ha fatto con un discorso da brividi. L’ex commissario tecnico dell’Arabia Saudita, che proprio pochi mesi prima del Mondiale ha dovuto salutare la panchina, ha raccolto l’eredità di Lamouchi esonerato negli scorsi giorni. Il compito di Renard sarà quello di fare qualcosa di storico, riuscendo a regalare una speranza al popolo tunisino ed è su questo che ha incentrato il proprio discorso ai calciatori, parlando dell’importanza di scendere in campo per tutta la Nazione. L’obiettivo è quello di evitare un’eliminazione che oggi è diventata probabile dopo il 5-1 incassato dalla Svezia. La Tunisia nelle prossime partite dovrà sfidare il Giappone (21 giugno, ore 6.00 italiane) e l’Olanda (26 giugno, ore 1.00) per cercare di arrivare almeno al terzo posto nel girone L.

Il discorso di Renard alla Tunisia

Il discorso di Renard alla squadra, che è stato ripreso e pubblicato sui social, diventando in poche ore virale, inizia con un appello alla squadra a dare il massimo nelle prossime partite: “Nel calcio, finché c’è vita, c’è speranza. Inoltre, è un Mondiale, è qualcosa di eccezionale. Conosco la passione che circonda questo evento, ed è questo che mi ha motivato a venire. È una sfida non facile, ma è una sfida stimolante. Conosco Lamouchi personalmente e, quando succede una cosa del genere a un allenatore, mi metto sempre nei suoi panni perché l’ho vissuto anch’io nella mia carriera e fa molto male. Dobbiamo rendergli omaggio. È lui che si è assunto la responsabilità di quella sconfitta e sono sicuro che i giocatori lo sappiano e provino dispiacere per lui. Lo sapete che oggi, se tornassimo a casa, sapete cosa succederebbe? Sono tutti arrabbiati“.

Renard e l’importanza della maglia

Renard prosegue il discorso richiamando all’importanza della maglia che la sua squadra ha indosso: “Sapete che c’è della gente, lo sapete perfettamente, c’è della gente che si è messa in viaggio per venire fin qui. Sapete quanto hanno speso per venire a tifarvi? Allora, questo è un discorso l’avete già sentito, lo so, ve lo ripeteremo, ma è la verità. Lo sapete che oggi, se tornassimo a casa, sapete cosa succederebbe. Se tornassimo oggi in patria, lo sapete. Lo sapete cosa succederebbe. Sì, perché sono tutti arrabbiati. È normale. Non possiamo mica dire che non abbiano ragione, dopotutto. Non possono avere torto. È la patria, è la nazione“.

Renard parla anche della sconfitta contro la Svezia

La conclusione di Renard si articola sulla partita contro la Svezia, sottolineando come non sia tutto da buttare di quella prestazione: “Adesso bisogna andare avanti, perché nel calcio non c’è tempo da perdere. Quindi bisogna ritrovare la carica. So che è dura. Arriviamo qui con le gambe pesanti, ancora un po’ più pesanti del solito, perché fa male alla testa. Abbiamo giocato, sappiamo cosa significa (è lui stesso un ex calciatore, ndr), ma quando si è professionisti bisogna saper reagire. Io ho riguardato ancora la vostra partita mentre venivo qui. Non è tutto da buttare. Non è che perché il punteggio, a volte… non sempre riflette l’andamento della partita. Sull’1-0, quando eravate sotto, avete avuto un’occasione. Forse c’era un leggero fuorigioco, poi ne avete avuta un’altra. Dopo prendete il secondo gol, ed è il calcio che va così, si accumulano gli errori”.