Mondiali

Camerun 1990: il sogno spezzato a un passo dalla storia

Nelle notti magiche di Italia '90, i Leoni Indomabili inventarono il calcio africano moderno. Poi arrivò l'Inghilterra, e i supplementari fecero il resto
Maradona e Kana-Biyik durante Argentina-Camerun al Mondiale 1990 (Photo by Etsuo Hara/Getty Images)

C’è un momento, nel calcio, in cui una squadra smette di essere una nazionale e diventa un simbolo. Per il Camerun accadde nell’estate del 1990, in Italia, davanti agli occhi di un mondo che non si aspettava nulla e si trovò a sognare tutto.

L’inizio che cambiò tutto

Era l’8 giugno 1990, San Siro, partita inaugurale. Da un lato l’Argentina campione del mondo in carica, con Maradona in campo. Dall’altro il Camerun, considerato semplice comparsa. Finì 1-0 per i Leoni Indomabili (prima storica vittoria ai Mondiali), con un gol di François Omam-Biyik e due espulsi tra le file camerunensi. La vittoria più improbabile della storia recente del calcio mondiale era appena diventata realtà. Non era fortuna. Era una squadra vera, guidata da un allenatore sovietico, Valeriy Nepomnyashchiy, con un’identità precisa: fisica, aggressiva, capace di calcio verticale e di resistenza mentale fuori dal comune. E aveva Roger Milla, 38 anni suonati, reintegrato dalla pensione per decreto presidenziale, che ogni volta che segnava correva verso il corner flag e ballava. Un’immagine che quel Mondiale se lo portò addosso per sempre.

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Il cammino dei Leoni

Il Camerun vinse poi il girone battendo 2-1 la Romania e superò gli ottavi trionfando 2-1 contro la Colombia, ottenendo un successo che sembrava impossibile. Milla segnò ancora, due volte. Il mondo intero — chi per simpatia, chi per meraviglia — iniziò a tifare per loro.

La notte di Napoli contro l’Inghilterra

Quarti di finale, 1° luglio, Napoli. Di fronte c’era l’Inghilterra di Lineker, Gascoigne, Platt. Il Camerun passò addirittura in vantaggio per 2-1, a venti minuti dalla fine. Stava per succedere l’impossibile: una squadra africana in semifinale mondiale, per la prima volta nella storia. Non successe. Due rigori di Lineker — uno al minuto 83, uno nei supplementari — ribaltarono il risultato: 3-2. Finì lì, in quella notte di luglio, il sogno più bello del calcio africano.

Il lascito

Il Camerun del 1990 non vinse nulla. Ma aprì una porta. Dimostrò che il calcio africano non era esotico folklore, ma una realtà in grado di competere ai massimi livelli. Roger Milla, con i suoi quattro gol e i suoi anni impossibili, divenne il volto di un continente che chiedeva di essere preso sul serio. Più di trentacinque anni dopo, quel quarto di finale contro l’Inghilterra brucia ancora. Non per quello che fu, ma per quello che avrebbe potuto essere.