Canada, nuova potenza: velocità e giovani protagonisti
Terza partecipazione della propria storia a un Mondiale per il Canada, che questa volta lo farà però da paese ospitante. Per la prima volta, una competizione di questo tipo sarà organizzato da tre nazioni contemporaneamente e tra queste c’è anche appunto un Canada che vuole provare a sfatare tabù legato alla rassegna. Nelle due precedenti partecipazioni, avvenute nel 1986 e nel 2022, i canadesi non sono mai riusciti a portare a casa neanche un punto. Zero gol fatti e cinque subiti nella prima partecipazione, due gol realizzati e sette incassati in quella successiva. E ora, dopo aver trovato le prime reti, la squadra di Jesse Marsch vuole portare a casa anche i primi punti anche grazie a un sorteggio non impossibile.
Il momento della squadra
Non è dovuto passare per il girone di qualificazione il Canada in quanto nazione ospitante. Il percorso recente della squadra canadese, è abbastanza complesso da decifrare. A giugno 2025 è arrivata infatti l’eliminazione ai quarti di finale della Concacaf Gold Cup per mano dell’Honduras ai rigori, da allora tutte amichevoli iniziate a settembre con i successi contro Romania e Galles. Nella finestra di ottobre, il ko con Australia e il pareggio con la Colombia. A novembre ancora pari con l’Ecuador e successo con il Venezuela, quindi un altro successo a gennaio contro il Guatemala e infine due pareggi a marzo contro Islanda e Tunisia. Prima del Mondiale, il Canada giocherà ancora in amichevole contro Uzbekistan e Irlanda.
Il commissario tecnico e le idee di gioco
Sulla panchina del Canada dal 13 maggio 2024, Jesse Marsch ha collezionato in totale 13 vittorie, 11 pareggi e appena 5 sconfitte nel corso di questa sua esperienza alla guida della nazionale. Classe 1973, lo statunitense era stato tra gli assistenti proprio della nazionale a stelle e strisce tra 2010 e 2011. Quindi una stagione in Canada alla guida del Montreal Impact. Dopo altre esperienze negli Stati Uniti, nel 2018/19 Marschè approdato sulla panchina del Lipsia nel ruolo di vice di Ragnick. Quindi due anni da primo allenatore del Salisburgo, qualche mese a Lipsia ancora da primo allenatore fino a vivere la stagione 2022/23 alla guida del Leeds. Nominato allenatore dell’anno in MLS nel 2015, Marsch vanta nel palmares il Supporters’ Shield nello scorso anno nel campionato americano, più due campionati austriaci e due Coppe d’Austria. Proprio l’aver lavorato con Ragnick ha influenzato l’idea calcistica di Marsch, che ha scelto di schierare la sua nazionale con un 4-4-2 fatto di aggressione alta e verticalità, reso evidente da un Canada che è cresciuto estremamente di livello tattico sotto la sua gestione.
I giocatori chiave
Una la stella indiscussa del Canada, quell’Alphonso Davies che ha vissuto una stagione complicata a livello fisico con il Bayern Monaco ma che dovrebbe riuscire a essere regolarmente presente alla rassegna. Tanto peso anche sulle spalle di Jonathan David, a sua volta protagonista di una stagione non esaltante visti i pochi gol arrivati con la Juventus. Ruolo importante anche per Tajon Buchanan dell’Inter e soprattutto per quell’Ismael Koné che tanto bene sta facendo in questa stagione con la maglia del Sassuolo e che rischia di diventare uno dei pezzi più ambiti delle prossime sessioni di mercato, a maggior ragione in caso di Mondiale positivo.
Punti di forza e debolezze
Proprio l’impostazione tattica data da Marsch rappresenta uno dei principali punti di forza di un Canada che fa della resilienza uno dei suoi punti chiave. Importante anche la presenza di due-tre giocatori abituati ad avere esperienze anche nel calcio europeo accostata a giovani promettenti. Proprio la giovane età, però, rischia di essere un’arma a doppio taglio, soprattutto pensando al peso di una nazionale con ambizioni di fase a eliminazione diretta in un girone tutt’altro che impossibile ma da giocare davanti ai propri tifosi.
Probabile formazione
CANADA (4-4-2): St. Clair; Laryea, Waterman, Cornelius, Davies; Buchanan, Koné, Osorio, Millar; Jonathan David, Larin. Allenatore. Marsch.
La storia ai Mondiali
Il Canada nelle due precedenti partecipazioni ai Mondiali non è riuscito a portare a casa neanche un punto. Zero vittorie, zero pareggi e sei sconfitte su altrettante gare giocate per i canadesi. Solo due i gol segnati, dodici in totale invece quelli subiti. L’esordio assoluto è arrivato nell’edizione di Messico 1986, quando i canadesi furono inseriti in un girone con URSS, Francia e Ungheria. L’esordio arrivò contro i transalpini, che passarono 1-0 grazie a Papin, quindi il Canada perse 2-0 contro gli ungheresi e poi con lo stesso risultato contro i sovietici. Marocco, Croazia e Belgio invece le avversarie nel 2022: sconfitta 1-0 all’esordio con i belgi, poi il 4-1 contro i croati con il primo, storico gol di Davies e infine il ko per 2-1 con il Marocco con gol di Aguero. Curiosità delle due edizioni a cui ha preso finora parte il Canada: in entrambi i casi è stata l’Argentina a portare a casa la coppa.
Obiettivo Mondiale 2026
Il primo ed evidente obiettivo del Canada nel Mondiale casalingo sarà quello di riuscire a portare a casa anche i primi punti della propria storia. Attenzione però alle occasioni che potrebbero nascere grazie a un girone B di certo tutt’altro che proibitivo. Insieme ai canadesi sono state sorteggiate infatti Svizzera, Qatar e Bosnia. Gli svizzeri sono i favoriti, ma i canadesi hanno tutte le carte in regola per riuscire a portare a casa almeno il secondo posto. Cruciale sarà partire bene già nell’esordio contro la Bosnia del 12 giugno e nel successiva gara del 19 giugno contro il Qatar. Se tutto dovesse andare al meglio, la terza gara prevista per il 24 giugno contro la Svizzera potrebbe valere addirittura un clamoroso scontro diretto per il primo posto.