Mondiali

Ecuador, velocità e intensità: il Sudamerica che cresce

L'analisi dell'Ecuador, una nuova realtà del Sudamerica
Ecuador, Calcio
Ecuador, Calcio

Si avvicina il Mondiale del 2026 e il nostro viaggio alla scoperta delle Nazionali che prenderanno alla competizione non si ferma, anzi prosegue spedito. Questa volta andiamo ad approfondire l’Ecuador, una delle selezioni meno conosciute della prossima Coppa del Mondo.

Il momento della squadra

L’Ecuador ha conquistato la sua quinta partecipazione a un Mondiale, la seconda consecutiva dopo quella che aveva raggiunto nel 2022 in Qatar. La squadra di Sebastian Beccacece prenderà parte al Gruppo E, dove se la vedrà contro Germania, Curaçao e Costa d’Avorio. La Nazionale ecuadoriana è reduce da una grande cammino in fase di qualificazione. Nel girone unico del Sudamerica si è piazzato in seconda posizione, alle spalle di una impareggiabile Argentina, conquistando 29 punti. Uno in più di Colombia, Uruguay, Brasile e Paraguay. L’ultima partita ufficiale giocata dall’Ecuador risale allo scorso 10 settembre. Nelle soste successive ha giocato ben 6 amichevoli restando sempre imbattuta, seppur pareggiandone 5 (USA, Messico, Canada, Marocco e Olanda) e vincendone 1 (Nuova Zelanda). Lo stato di forma si può, quindi, considerare decisamente positivo per una Nazionale che sta vivendo un periodo storico particolarmente favorevole.

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Il commissario tecnico dell’Ecuador lo abbiamo già citato. Sebastian Beccacece ha preso le redini della selezione ecuadoriana dopo le dimissioni di Félix Sánchez Bas, arrivate al termine di una Copa America particolarmente difficile. Da quel momento l’Ecuador non ha più perso, se non all’esordio del nuovo c.t. contro il Brasile. Dal suo arrivo Beccacece ha totalizzato 5 vittorie e 6 pareggi in 12 partite ufficiali, consentendo alla sua squadra di risalire rapidamente la classifica del girone unico di qualificazioni. A rendere ancora più clamorosi i numeri di Beccacece è la fase difensiva. Nelle ultime 11 partite giocate, infatti, ha subito solo 1 gol contro il Venezuela, vincendo solo di misura o pareggiando per 0-0. L’unica eccezione è rappresentata dal 4-0 imposto alla Bolivia. La qualità principale dell’Ecuador di Beccacece, quindi, è una difesa arcigna favorita anche dal modulo 4-4-2 che permette di avere copertura, ma senza rinunciare alla spinta di esterni e mezzali a sostegno delle punte.

I giocatori chiave

L’Ecuador, nonostante sia una nazionale sudamericana, vanta un’importante presenza europea in rosa. Il leader della squadra e il giocatore di riferimento per compagni e tifosi è senza dubbio Moises Caicedo. Il centrocampista del Chelsea, nonostante i 24 anni di età, è il giocatore più forte e con la maggiore esperienza internazionale di tutta la selezione. A questo si aggiungono il giovane talento di William Pacho, che negli ultimi due anni si è preso la titolarità del Psg con cui ha vinto la Champions League nella scorsa stagione (quest’anno giocherà la finale) e Piero Hincapiè che garantirà equilibrio e duttilità nelle scelte per la sua capacità, dimostrata anche con l’Arsenal, di giocare centrale di difesa o terzino sinistro. Il talento da seguire in casa Ecuador è Kendry Paez, talento del Chelsea che in questa stagione ha giocato in prestito con Strasburgo e River Plate.

Punti di forza e debolezze

I punti di forza dell’Ecuador li abbiamo già indicati nella lettura tattica della squadra di Beccacece. La difesa e i singoli componenti sono il reparto sul quale il commissario tecnico punta maggiormente. I centrali Pacho e Hincapié garantiscono qualità attiche e tecniche di altissima caratura internazionale. Sono centrali forti, ma sanno anche giocare il pallone. Bravi nell’intercetto e nel contrasto, sono entrambi caratterizzati da una grande velocità nello scatto. A questi si aggiunge Estupinan, ex Milan oggi al Brighton, che porta grande spinta offensiva, così come Ordonez del Club Brugge. L’Ecuador non è una squadra fisica, e questo può esser letto come un punto debole, ma ottimizza con un grande atletismo e una grande rapidità nel breve. Le qualità tecniche, inoltre, sono indubbio ma più si risale il campo e più il blasone dei calciatori scende, come confermano i pochi gol segnati. La formazione di Boccacce, in tal senso, potrebbe soffrire le squadre che praticano il gioco ‘all’italiana’, un calcio più chiuso e con pochi spazi in cui giocare. Ragion per cui è anche una formazione tendente al pareggio.

Probabile formazione

ECUADOR (4-4-2) – Valle; Ordonez, Pacho, Hincapié, Estupiñán; Angulo, Caicedo, Vite, Minda; Yeboah, Franco.

La storia ai Mondiali

Nella storia dell’Ecuador quella ottenuta nel 2025 è la quinta partecipazione Mondiale. La seconda consecutiva. Testimonianza di una crescita internazionale per la rosa ecuadoriana che, però, non è mai riuscita ad andare oltre l’ottavo di finale raggiunto nel 2006 in Germania. Nell’ultima partecipazione in Qatar, infatti, l’Ecuador si è fermato alla fase a gironi.

Obiettivo Mondiale 2026

L’obiettivo al Mondiale del 2026 sarà quello di superare un girone potenzialmente alla portata. L’Ecuador non è inferiore alla Costa d’Avorio ed è decisamente superiore al Curaçao, motivo per cui può dire la sua per ambire a un secondo posto che gli permetterebbe di eguagliare, a 20 anni di distanza, il suo miglior risultato in una Coppa del Mondo.