Girone D, sfida globale: USA in casa contro Sudamerica e Oceania
Il Girone D dei Mondiali 2026 è uno dei più intriganti del torneo. Quattro nazionali, quattro angoli del mondo diversi e un equilibrio che rende difficile ogni pronostico secco. Gli Stati Uniti partono come favoriti per il primo posto grazie al fattore campo, ma con margini contenuti rispetto alla Turchia. Paraguay e Australia, infine, completano un raggruppamento che promette battaglia fino all’ultima giornata.
Le squadre: valori e gerarchie
Difficile trovare nel torneo un girone altrettanto equilibrato, eppure con gerarchie abbastanza chiare. Gli Stati Uniti sono i padroni di casa, i favoriti naturali. La Turchia è la grande incognita, tornata al Mondiale dopo 24 anni con una rosa di livello europeo e tanta fame da recuperare. Il Paraguay rappresenta la classica insidia sudamericana: compatto, cinico, capace di rendere la vita difficile a chiunque. L’Australia è invece la squadra che parte con meno certezze, reduce da 16 anni di assenza. Quattro identità diverse, quattro storie diverse: è questo che rende il Gruppo D uno dei più affascinanti da seguire.
La favorita: perché parte davanti
Gli USA sono la squadra più attesa del girone, e non solo per il vantaggio del campo. La generazione cresciuta in Europa, da Pulisic a McKennie, da Weah a Reyna, ha raggiunto una maturità collettiva che nelle edizioni precedenti mancava. La rosa è la più profonda del girone, con alternative di qualità in ogni reparto. Il rischio principale, però, è la pressione: a casa propria, ogni pareggio pesa doppio. Gli USA devono vincere e questo può diventare un’arma a doppio taglio.
L’outsider: chi può sorprendere
La Turchia è la squadra che più di tutte può ribaltare le gerarchie. Dopo 24 anni di assenza, arriva con calciatori come Güler, Yildiz e Calhanoglu e un sistema di gioco moderno e aggressivo. L’elemento sorpresa sta proprio nella fame: una nazionale che torna al Mondiale dopo quasi un quarto di secolo non ha nulla da perdere. Se dovesse battere il Paraguay all’esordio, il girone potrebbe diventare improvvisamente apertissimo.
Chi rischia di restare fuori
L’Australia è la squadra più fragile del raggruppamento. I Socceroos tornano al Mondiale dopo 16 anni di assenza e lo fanno in un girone dove ogni avversaria presenta caratteristiche superiori. Senza un centravanti di livello internazionale affermato, il reparto offensivo appare il tallone d’Achille principale. Giocare in Nord America, lontano da casa e senza il fattore campo, rende tutto ancora più difficile. Qualificarsi sarebbe una vera impresa.
Partite decisive
Si comincia il 13 giugno a Los Angeles con USA–Paraguay, e già alla prima giornata il girone potrebbe prendere una forma definitiva: gli States non possono permettersi di inciampare davanti al proprio pubblico. La partita che però potrebbe decidere tutto è Turchia–USA del 26 giugno, sempre a Los Angeles. Se i turchi arrivano all’ultima giornata ancora in corsa, scenario tutt’altro che improbabile, lo scontro diretto con i padroni di casa diventa uno spareggio di fatto per il primo posto. Una partita ad alta tensione, con poco spazio per gli errori. In contemporanea, a San Francisco, si giocherà Paraguay–Australia: apparentemente la sfida minore del gruppo, in realtà decisiva quanto l’altra. Chi perde saluta quasi certamente il torneo, chi vince si gioca tutto fino all’ultimo secondo.
Pronostico finale
Alla fine, il Gruppo D dovrebbe restituire quello che la logica suggerisce: Stati Uniti primi e Turchia seconda. Gli americani hanno il vantaggio del campo e la rosa più completa, ma dovranno gestire la pressione di un paese intero che li osserva. Il colpo di scena, se arriva, porta la firma del Paraguay: cinico, esperto, capace di colpire quando meno te lo aspetti. L’Australia spera in un miracolo, ma nei Mondiali, ogni tanto, succedono davvero.