Mondiali

Marocco, continuità africana: dopo il 2022 vuole stupire ancora

Inserito nel Gruppo C del Mondiale il Marocco vuole vivere un’altra edizione da protagonista, anche se ripetersi non sarà semplice
Marocco

Entusiasmo alle stelle per il Marocco nella marcia di avvicinamento al Mondiale 2026. La nazionale nordafricana è reduce dalla controversa avventura nella Coppa d’Africa vissuta da nazione ospitante: sconfitta in finale, ma vittoria a tavolino. In atteso di scrivere la parola fine a una vicenda che promette ancora nuovi sviluppi, gli uomini di Mohamed Ouahbi si preparano a vivere un Mondiale con tante aspettative ma anche qualche dubbio legato al cambio in panchina e alla fine della storica era targata Walid Regragui

Il momento della squadra

Al netto del percorso in Coppa d’Africa, il girone di qualificazione della nazionale nordafricana al Mondiale 2026 è stato netto e senza rivali. Otto gare giocate, otto vittorie, ventidue gol segnati e appena due subiti per il Marocco, che ha avuto la meglio su Niger, Tanzania, Zambia, Repubblica del Congo (sospesa a girone in corso) ed Eritrea (ritirata dalla competizione). Situazione abbastanza complicata tra gare non disputate e altre vinte a tavolino, ma con una sola certezza: il Marocco ha ancora voglia di stupire. Questo nonostante un cambio in panchina che ha chiuso una vera e propria era: le prime gare giocate a marzo con Mohamed Ouahbi in panchina hanno portato un pareggio contro l’Ecuador e una vittoria contro il Paraguay, restituendo una squadra ancora determinata a giocarsi le proprie carte al Mondiale dopo aver concluso al quarto posto l’edizione precedente. 

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Alla guida del Marocco c’è Mohamed Ouahbi, allenatore che si è messo in mostra  nel 2025 portando la nazionale marocchina Under 20 alla conquista del Mondiale di categoria. Da lì la promozione a tecnico dell’Under 23 e, dopo l’addio di Walid Regragui, quella a CT della nazionale maggiore. Traguardi guadagnati sul campo che, però, non possono non nascondere una certa mancanza di esperienza su certi palcoscenici rispetto al predecessore. Nelle prime due uscite alla guida del Marocco, in ogni caso, Ouahbi ha schierato la sua nazionale con un 4-2-3-1, cambiando quindi qualcosa rispetto al 4-3-3 utilizzato dal suo predecessore. L’idea di gioco si baserà su una fase difensiva attenta, con l’obiettivo di concedere il meno possibile agli avversari, per poi affidarsi alla velocità e all’estero dei giocatori di fascia, sia in difesa che sulla trequarti. 

I giocatori chiave

Tutte le stelle che avevano guidato il Marocco alla clamorosa semifinale nel Mondiale 2022 in Qatar saranno ancora presenti anche nell’edizione 2026. A questi si aggiungerà Brahim Diaz, talento del Real Madrid con un passato anche al Milan. Cinque gol in sette gare per lui nell’ultima Coppa d’Africa, prima dell’incredibile errore dal dischetto che oggi ha però tutto un altro sapore. Solo un gol invece in stagione con la maglia del Real, in Champions, ma quasi doppia cifra di assist a referto. Oltre al calciatore dei Blancos, però, rimarrà come detto anche la vecchia guardia, anche se quasi in toto lontana oggi dal calcio europeo: Yassine Bounousogna un’altra competizione da protagonista tra i pali, Youssef En-Nesyri si prepara a garantire i gol. Con loro anche Achraf Hakimi e Noussair Mazraoui, pronti a dare il proprio contributo di spinta sulle fasce, e Bilal El Khannouss.

Punti di forza e debolezze

Il Marocco, che occupa attualmente l’ottavo posto nel ranking FIFA, può contare su un gruppo esperto e abituato già a vincere e a raggiungere traguardi storici. Proprio la qualità dei singoli sopracitati può dare una spinta verso un nuovo Mondiale da protagonista alla nazionale di Mohamed Ouahbi, che però rappresenta di per sé il vero punto interrogativo di questo gruppo. A una nazionale esperta come quella nordafricana non corrisponde un allenatore dello stesso livello di esperienza. Ouahbi rappresenta sicuramente uno dei principali punti interrogativi della squadra marocchina, reduce da una lunga età dell’oro con la guida di Walid Regragui.

Probabile formazione

Marocco (4-2-3-1): Bounou; Hakimi, Diop, Riad, Mazraoui; El Ayanoui, Hrimat; Diaz, El Khannouss, Luis Díaz; En-Nesyri. Ct: Mohamed Ouahbi.

La storia ai Mondiali

Il Marocco ha partecipato già a sei edizioni della Coppa del Mondo, più una (1966) non disputata a causa del ritiro dopo l’avvenuta qualificazione. Il miglior risultato rimane quello raggiunto nella passata edizione, con la semifinale persa contro la Francia e poi la sconfitta nella finale per il terzo e quarto posto contro la Croazia. Quello raggiunto dal gruppo guidato da Regragui rimane comunque un traguardo storico, nonché il miglior risultato di sempre di una nazionale africana in un Mondiale. E non può non dare una spinta importante in vista della nuova rassegna in programma in estate tra USACanada e Messico.

Obiettivo Mondiale 2026

Inserito nel gruppo C del Mondiale insieme a BrasileHaiti e Scozia, il Marocco è chiamato a prestazioni di livello sin dalle prime uscite. Almeno il terzo posto è quasi una garanzia, mentre salvo sorprese ci sarà da lottare per la seconda piazza con gli scozzesi. Difficile ripetere l’exploit della precedente edizione, ma Brahim Diaz e compagni proveranno ad andare più in fondo possibile. Molto in tal senso dirà la prima gara del girone, che vedrà i marocchini affrontare il Brasile di Ancelotti.