Dagli USA: “Vogliamo l’Italia ai Mondiali”. La posizione della FIFA
L’ipotesi di un clamoroso ritorno dell’Italia ai Mondiali 2026 passa da una proposta destinata a far discutere. L’inviato speciale di Donald Trump, Paolo Zampolli, avrebbe infatti sollecitato la FIFA a sostituire l’Iran con gli Azzurri. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’iniziativa avrebbe anche una valenza diplomatica nei rapporti con Giorgia Meloni. “Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”.
Cosa dice il regolamento
Sul piano normativo, uno spiraglio esiste. Il regolamento della Coppa del Mondo 2026, all’articolo 6.7, attribuisce alla FIFA piena discrezionalità nel caso di ritiro o esclusione di una federazione: l’organo guidato da Gianni Infantino può decidere autonomamente come intervenire, inclusa la sostituzione con un’altra nazionale. Tuttavia, le indicazioni che filtrano da Zurigo vanno in direzione opposta: al di là di questioni (normativamente del tutto irrilevanti) legate al miglior ranking dell’Italia rispetto alle altre escluse, verrebbe comunque privilegiato il merito sportivo con possibile ripescaggio di una squadra asiatica, in questo caso gli Emirati Arabi Uniti. L’unica certezza, al momento,. è che nessuno dalla FIFA si è espresso su eventuali ripescaggi né sulle parole di Zampolli.
I precedenti
I precedenti in materia sono rari e soprattutto lontani nel tempo. Il caso più emblematico resta quello della Danimarca, chiamata nel 1992 a sostituire la Jugoslavia agli Europei e capace poi di vincere il torneo. Nei Mondiali bisogna tornare invece agli anni ’50 per situazioni simili. Più recente, invece, l’episodio del Mondiale per Club 2025, con l’esclusione del León e il subentro del Los Angeles FC dopo uno spareggio, a conferma di come la FIFA possa intervenire ma che tenda comunque a non creare strade troppo privilegiate a questa o a quella squadra in particolare solo per discorsi legati al blasone.