Mondiali

Miroslav Klose, il miglior marcatore nella storia dei Mondiali

L'attaccante è entrato nella storia dei Mondiali nel 2014 quando, dodici anni dopo il suo esordio nella competizione, ha raggiunto quota 16 reti: nessuno ci era riuscito prima
Klose

C’è un numero che racconta tutto: 16. Sedici gol in quattro edizioni della Coppa del Mondo, un primato assoluto che Miroslav Klose porta con sé come una corona silenziosa. Nessuno nella storia del calcio mondiale è mai riuscito a fare di meglio. Non Pelé, non Ronaldo il Fenomeno, non Gerd Müller. Solo lui, il bomber polacco-tedesco nato a Opole nel 1978, che ha saputo trasformare ogni Mondiale in un palcoscenico personale.

La carriera nei club: una vita da bomber

Prima di diventare leggenda con la maglia della Germania, Klose ha percorso una strada fatta di crescita progressiva e concreta. Ha mosso i primi passi da professionista nel Kaiserslautern, dove si è fatto notare per la capacità di attaccare lo spazio e di colpire di testa con una precisione quasi geometrica. Il salto di qualità arriva con il Werder Brema, dove tra il 2004 e il 2007 diventa uno degli attaccanti più temuti della Bundesliga. Poi il Bayern Monaco, dove vince due campionati tedeschi consecutivi, e infine l’avventura italiana con la Lazio, tra il 2011 e il 2016: cinque anni a Roma in cui conquista il cuore dei tifosi biancocelesti a suon di gol e di esultanze acrobatiche, come le famose capriole che lo rendevano riconoscibile in tutto il mondo.

Il re dei Mondiali

È però con la nazionale tedesca che Klose ha scritto le pagine più belle della sua carriera. Il debutto mondiale arriva nel 2002 in Corea e Giappone, e fin da subito il mondo capisce di avere a che fare con qualcosa di speciale: cinque gol al suo primo torneo, un bottino che gli vale la classifica marcatori e proietta la Germania in finale. Nel 2006, davanti al pubblico di casa, ne segna altri cinque, contribuendo in modo decisivo al terzo posto.. Nel 2010 in Sudafrica arrivano altri quattro gol e Klose raggiunge così il record del suo connazionale Gerd Müller a 14 reti totali.

Record superato poi nel 2014, in Brasile. La 15esima rete è arrivata contro il Ghana, raggiungendo la cifra toccata da Ronaldo il Fenomeno, ma è proprio contro i padroni di casa che raggiunge il momento più alto della sua carriera. Era il 4 luglio, semifinale al Mineirão di Belo Horizonte: Klose entra a gara in corso e segna il gol del 2-0, portando il suo totale a 16 reti e superando definitivamente il brasiliano Ronaldo. La Germania finirà per vincere quella partita 7-1, una delle notti più surreali nella storia del calcio, e poi il Mondiale intero. Così Klose, a 36 anni, riesce anche ad alzare la Coppa del Mondo. Un epilogo perfetto.

Dopo il ritiro: la strada verso la panchina

Klose ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2016, dopo l’ultima stagione alla Lazio. Ma il calcio non l’ha abbandonato, o forse è lui a non voler abbandonare il calcio. Ha intrapreso la carriera da allenatore con metodo e pazienza, iniziando come assistente tecnico nelle nazionali giovanili tedesche e poi affiancando Hansi Flick nella nazionale maggiore della Germania. Nel 2024 è diventato capo allenatore dello Stoccarda II, la squadra B dello Stoccarda, mettendo alla prova le sue idee di gioco su una panchina tutta sua.

Klose ha sempre dichiarato di voler un giorno guidare una grande squadra da primo allenatore. Chi lo ha incrociato nel mondo del calcio lo descrive come un tecnico attento, preparato, con una dedizione al lavoro che rispecchia l’uomo che ha segnato 16 gol nei Mondiali: senza fare rumore, semplicemente facendo la cosa giusta al momento giusto.