Paraguay, tradizione sudamericana: difesa e carattere
Voglia di riscatto e fame di successo. Il Paraguay si è presenta al Mondiale 2026 con tanta curiosità intorno. Assente da tre edizioni, ha conquistato la qualificazione da sesta del girone Conmebol ma ad appena un punto dal secondo posto dell’Ecuador. Nell’ultima partecipazione arrivò il miglior risultato la con la conquista dei quarti di finale: difficile ripetersi, ma la squadra di Gustavo Alfaro conta sulla propria solidità per stupire gli addetti ai lavori e regalare un sogno ai propri tifosi.
Il momento della squadra
Non è stato facile l’avvio del percorso di qualificazione per il Paraguay, che ha cambiato ritmo nel momento in cui è arrivato Alfaro in panchina. Senza di lui appena cinque punti nelle prime sei giornate, con lui ben ventitré in dodici turni e soprattutto una sola sconfitta in casa del Brasile. Bastano questi numeri per creare tanta attesa intorno alla nazionale sudamericana, che però è stata protagonista di qualche inciampo in più nelle successive amichevoli. Fondamentale potrebbe essere allora proprio la prima gara del Mondiale, che vedrà i paraguaiani affrontare i padroni di casa degli Stati Uniti in una gara che potrebbe già dire tanto sulle reali ambizioni in questa rassegna alle porte.
Il commissario tecnico e le idee di gioco
Alla guida del Paraguay c’è Gustavo Alfaro, allenatore argentino che ha preso le redini della nazionale ad agosto 2024, in un momento abbastanza complicato per i paraguaiani che avevano raccolto appena cinque punti in sei gare del girone di qualificazione sudamericano al Mondiale. Da allora dodici panchine in partite ufficiali con una sola sconfitta, quella arrivata in casa del Brasile. Due vittorie, un pareggio e tre sconfitte il bilancio invece delle sei successive amichevoli. La carriera da allenatore di Alfaro è iniziata nel 1992 e, fatta eccezione per una breve parentesi in Arabia Saudita nel 2009, si è svolta sempre tra nel continente sudamericano. Dal 2020 il passaggio alle nazionali: fino al 2023 con l’Ecuador, poi un anno con la Costa Rica e quindi l’arrivo sulla panchina paraguaiana. Che, dal suo arrivo, è stata schierata in alternanza con 4-4-2 o 4-3-3 e proprio quest’ultimo dovrebbe essere il modo prescelto per presentarsi al Mondiale. La solidità difensiva invidiabile è la principale caratteristica di un Paraguay pragmatico e organizzato, ma soprattutto determinato a vivere un Mondiale non da comparsa come ribadito dal proprio tecnico.
I giocatori chiave
Il giocatore da tenere d’occhio nel Paraguay è senza alcun dubbio Miguel Almiron, oggi impegnato con l’Atlanta United ma in passato protagonista al Newcastle. Può giocare sia da centrocampista che da attaccante, Alfaro dovrebbe schierarlo sull’esterno d’attacco nel suo 4-3-3 e sfruttare anche la sua capacità di sacrificio in fase di non possesso. I paraguaiani si appoggeranno anche a Sanabria, reduce da un’annata difficile alla Cremonese, e su Alderete e Diego Gomez, rispettivamente difensore e centrocampista ed entrambi impegnati in Premier League con Sunderland e Brighton. Da tenere d’occhio anche l’attaccante Enciso dello Strasburgo e il difensore Gustavo Gomez del Palmeiras.
Punti di forza e debolezze
Il principale punto di forza del Paraguay è sicuramente la spiccata solidità difensiva mostrata dall’arrivo di Alfaro. Le linee giocano compatte e, grazie all’esperienza della coppia di centrali, nessun attaccante ha vita facile. Tanta corsa e grinta sudamericana al servizio di una squadra con un’età media di 27-28 anni e quindi nel pieno della propria carriera. Attenzione però alla fumosità in fase offensiva: raramente i paraguaiani riescono a chiudere le partite, spesso dovendo accontentarsi di pareggi anche in gare dominate. Fondamentale, poi, non permettere agli avversari di ingabbiare Almiron, vera e propria luce del Paraguay.
Probabile formazione
PARAGUAY (4-3-3): Olveira; Benitez, G. Gomez, Alderete, Alonso; Bobadilla, Romero, D. Gomez; Enciso, Sanabria, Almiron. Ct: Gustavo Alfaro.
La storia ai Mondiali
Il Paraguay ha partecipato nella sua storia a otto edizioni della Coppa del Mondo, tra cui la prima andata in scena in Uruguay nel 1930. Nella metà delle occasioni i paraguaiani non hanno superato la fase a gironi, mentre in altre tre hanno raggiunto gli ottavi di finale. Il miglior risultato rimane però quello conquistato nell’ultima partecipazione, quella di Sudafrica 2010, quando la squadra all’epoca allenata da Gerardo Martino arrivò fino ai quarti di finale, vincendo il girone in cui l’Italia chiuse ultima dietro anche a Slovacchia e Nuova Zelanda e venendo poi eliminata dalla Spagna che vinse quell’edizione.
Obiettivo Mondiale 2026
Dopo il traguardo record dell’edizione 2010, il Paraguay ha saltato ben tre edizioni, per tornare poi tra le qualificate proprio per la rassegna in programma tra Canada, Stati Uniti e Nord America. La nazionale paraguaiana è stata inserita nel gruppo D del Mondiale insieme a Stati Uniti, Australia e Turchia. L’obiettivo dell’Albirroja sarà allora quello di centrare un posto utile per accedere alla fase a eliminazione diretta, con sorprese che non sono da escludere del tutto. Il girone è infatti molto equilibrato, per quanto Turchia e USA sembrino avere qualcosa in più. Imprevedibile l’Australia, che al momento potrebbe rappresentare il ruolo di finali no di coda del girone.