Mondiali 2026, il montepremi della finale: quanto guadagna la vincitrice
Vincere la finale del Mondiale significa avere prestigio, significa iscriversi alla storia e diventare leggenda. Un obiettivo che i calciatori condividono collettivamente e individualmente e che questa sera sarà comune a Spagna e Argentina. Da una parte ci sono i sogni di gloria di una Nazionale che solo una volta è riuscita ad alzare al cielo quel trofeo. Dall’altra quelli di chi si presenta da campione in carica con il sogno di confermarsi e di mettere in bacheca la quarta Coppa del Mondo della propria storia.
Il Mondiale arricchisce
Stesse ambizioni, stessi sogni, ma un solo risultato. Dal MetLife Stadium di New York una squadra uscirà esultante, l’altra sconfitta. Ma, almeno, avrà la possibilità di consolarsi economicamente. Il Mondiale, infatti, non è solo un trofeo o la gloria personale. Vincerlo significa regalare alla propria federazione un’ingente somma di denaro da reinvestire sulla crescita di un movimento che, se arrivato fino a quel punto, è in fase di ascesa o conferma.
Il montepremi della finale
In tal senso, un approfondimento di calcioefinanza.it, ha svelato quanto vale la vittoria di un Mondiale e quanto incassa, invece, chi si piazza al secondo posto. Per la prima il premio in denaro è di circa 52,5 milioni di dollari. Una differenza di 15 milioni rispetto ai 32,5 che spettano invece alla seconda classifica. Chi perderà la finale di questa sera potrà quindi consolarsi con l’introito che la posizione finale ha garantito. Tuttavia, la cifra che la FIFA verserà alla federazione perdente non è così distante rispetto ai 31,5 che ha incassato l’Inghilterra con il suo terzo posto e neanche dai 29,5 che ha preso invece la Francia.
Quanto hanno guadagnato le altre?
Per quanto riguarda le altre Nazionali che hanno abbandonato il Mondiale prima: 21,5 milioni di dollari sono andati a Marocco, Belgio, Norvegia e Svizzera (5°-8° posto); 17,5 milioni per Paraguay, Canada, Portogallo, USA, Brasile, Messico, Egitto e Colombia (9°-16° posto); 13,5 milioni a Germania, Svezia, Sudafrica, Olanda, Croazia, Austria, Bosnia, Senegal, Giappone, Costa d’Avorio, Ecuador, DR Congo, Capo Verde, Australia, Algeria e Ghana (17°-32° posto); 12,5 milioni destinati a Repubblica Ceca, Qatar, Haiti, Turchia, Curacao, Tunisia, Nuova Zelanda, Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Uzbekistan, Panama, Uruguay, Scozia, Corea del Sud e Iran (33°-48° posto).