Mondiali

Tunisia, solidità africana: difesa e disciplina

Alla scoperta delle "Aquila di Cartagine" alla settima partecipazione al torneo, la terza consecutiva e la quinta nel nuovo millennio
Tunisia, Getty Images

La Tunisia si presenta al Mondiale 2026 con la solita reputazione costruita negli anni: una nazionale organizzata, difficile da affrontare e capace di restare competitiva contro avversari anche più talentuosi tecnicamente. Le “Aquile di Cartagine” puntano ancora una volta sulla compattezza del gruppo, sulla disciplina tattica e su una mentalità pragmatica che storicamente l’ha resa una delle nazionali più continue del calcio africano.

Il momento della squadra

La Tunisia ha conquistato la qualificazione al Mondiale ottenendo tre vittorie e un pareggio sotto la guida di Faouzi Benzarti. Con l’arrivo di Sami Trabelsi  la squadra è diventata ancor più forte e determinata conquistando sei vittorie consecutive e chiudendo le qualificazioni africane in testa al suo girone, con 28 punti sui 30 possibili. I risultati recenti mostrano una formazione concreta, spesso capace di vincere partite equilibrate con grande maturità tattica. L’ambiente appare relativamente compatto. C’è fiducia nell’esperienza del gruppo e nella struttura della squadra, anche se permane una certa pressione legata alla necessità di migliorare i risultati ottenuti nelle ultime partecipazioni mondiali. La Tunisia vuole dimostrare di poter competere anche oltre la fase a gironi.

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Sarà Sabri Lamouchi a guidare la Tunisia al Mondiale 2026. Il tecnico è subentrato a Sami Trabelsi che ha deciso di dire addio alla Nazionale dopo l’eliminazione delle “Aquile di Cartagine” agli ottavi di finale della Coppa d’Africa per mano del Mali. Il ct tunisino punta su equilibrio, pragmatismo, organizzazione, attenzione difensiva e gestione intelligente del ritmo. Il sistema più utilizzato è il 4-3-3, che in fase difensiva può trasformarsi rapidamente in un 4-5-1 molto compatto. La compattezza difensiva è il principale punto di forza della squadra. I reparti restano molto vicini e concedono pochi spazi centrali. Inoltre, la Tunisia sa interpretare bene le partite sporche, quelle dove conta soprattutto l’organizzazione mentale.

I giocatori chiave

Il capitano, Youssef Msakni, resta il simbolo tecnico ed emotivo della nazionale. Esperienza, qualità nell’uno contro uno e leadership fanno di Msakni il riferimento offensivo principale della Tunisia. Ellyes Skhiri è invece il centrocampista che garantisce equilibrio e intensità e il giocatore che permette alla squadra di mantenere ordine tattico, recuperare palloni e dare continuità tra difesa e attacco. Hannibal Mejbri, talento cresciuto in Europa, rappresenta una delle maggiori speranze per il futuro tunisino. Creatività e dinamismo possono aggiungere imprevedibilità a una squadra spesso molto prudente.

Punti di forza e debolezze

La principale forza della Tunisia resta la solidità collettiva. È una squadra estremamente organizzata dal punto di vista tattico, capace di restare compatta per tutti i novanta minuti e di concedere pochissimo agli avversari. La linea difensiva lavora con grande disciplina e il centrocampo garantisce equilibrio, rendendo le “Aquile di Cartagine” una nazionale difficile da affrontare soprattutto nelle partite bloccate e fisiche. Un altro elemento importante è l’esperienza internazionale di molti giocatori, abituati a gestire gare di pressione sia nelle competizioni africane sia nei grandi tornei internazionali. Allo stesso tempo, però, la Tunisia mostra alcuni limiti evidenti quando deve aumentare il ritmo offensivo. La squadra fatica spesso a creare molte occasioni da gol contro avversari ben organizzati. Inoltre, contro nazionali dotate di maggiore qualità e intensità, la Tunisia può soffrire sul piano tecnico, soprattutto quando costretta a rincorrere il risultato e ad alzare il baricentro.

Probabile formazione

La Tunisia dovrebbe presentarsi con Dahmen tra i pali, linea difensiva guidata da Talbi e Meriah, centrocampo di equilibrio con Skhiri davanti alla difesa e una linea offensiva costruita attorno all’esperienza di Msakni e alla creatività di Mejbri.

La storia ai Mondiali

La Tunisia ha una lunga tradizione mondiale ed è stata la prima nazionale africana a vincere una partita in un Mondiale, battendo il Messico nel 1978. Tuttavia, le Aquile di Cartagine non sono mai riuscite a superare la fase a gironi. Le ultime partecipazioni hanno mostrato una squadra competitiva ma spesso penalizzata da dettagli e poca incisività offensiva. Tra i momenti più iconici resta il successo contro la Francia nel Mondiale 2022, una vittoria storica che però non bastò per qualificarsi agli ottavi.

Obiettivo Mondiale 2026

L’obiettivo realistico della Tunisia è superare il girone e raggiungere finalmente gli ottavi di finale, traguardo mai centrato nella sua storia. Nel proprio gruppo, che comprende Svezia, Giappone e Olanda, la Tunisia potrebbe giocare il ruolo della squadra scomoda, difficile da affrontare e capace di complicare i piani delle favorite.