Mondiali

USA, il Mondiale in casa: giovani stelle e ambizione

InseritI nel Gruppo D del Mondiale casalingo, gli USA vogliono stupire e puntano a un percorso che possa riservare grandi soddisfazioni
Pochettino USA

Voglia di stupire e far bene tra le mura amiche, per dimostrare di avere un movimento in continua crescita. Gli USA pensano in grande in vista del Mondiale 2026 e, dopo aver partecipato ininterrottamente dal 1990 fatta eccezione per il 2018, vuole tornare a scrivere una pagina importante della propria storia provando a andare il più lontano possibile, sognando a quasi un secolo di distanza quel clamoroso terzo posto raggiunto nel 1930. 

Il momento della squadra

Niente percorso di qualificazione per gli USA, qualificati di diritto in quanto tra i paesi ospitanti. Rimane però la delusione forte degli statunitensi per quanto accaduto nell’estate 2025, con la sconfitta in finale di Gold Cup contro il Messico. Da allora qualche segnale incoraggiante è però arrivato: otto amichevoli con quattro vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Di queste, le più preoccupanti sono le due arrivate nella finestra a cavallo tra marzo e aprile, con gli Stati Uniti che sono stati sconfitti 5-2 dal Belgio e 2-0 dal Portogallo, dimostrando ancora una netta sofferenza contro le nazionali europee. Un test probante in tal senso arriverà alle porte del Mondiale 2026: le ultime due amichevoli prima del via della rassegna vedranno gli Stati Uniti affrontare prima il Senegal e poi la Germania.

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Alla guida degli USA c’è Mauricio Pochettino, allenatore argentino sulla panchina degli Stati Uniti ormai dal 2024. Esperienza importante alle spalle, dagli anni al Tottenham fino alle stagioni vissute alla guida di PSG e Chelsea. La prima esperienza alla guida di una nazionale è proprio quella attualmente in essere con la squadra a stelle e strisce. Il suo modulo preferito è il 4-2-3-1, stesso assetto con cui si presenteranno gli USA al Mondiale casalingo. Sul piano del gioco, gli Stati Uniti si baseranno su un forte pressing in fase difensiva e su tanto ritmo per dare rapidità e dinamismo alle soluzioni offensive.

I giocatori chiave

Nonostante la stagione non esaltante il giocatore chiave degli USA rimane Christian Pulisic, nonostante la fascia persa nelle ultime uscite con la nazionale. Il calciatore del Milan rimane la stella degli statunitensi, che potranno contare però anche su profili come quello di McKennie della Juventus, Reyna del Borussia Monchengladbach, Weah del Marsiglia Balogun del Monaco. Attenzione anche a Dest del PSV, che non è stato convocato nell’ultima tornata ma che potrebbe tornare estremamente utile alla nazionale di Pochettino. Dal Bournemouth, e quindi anche con una buona esperienza in Premier League, arriverà invece Adams a centrocampo.

Punti di forza e debolezze

Il principale punto di forza degli USA va senza dubbio cercato nella qualità atletica dei calciatori a disposizione di Pochettino e nella resistenza di una squadra che mischia forza ed esperienza, soprattutto grazie ai tanti calciatori alle prese da diverse stagioni con esperienze nei migliori campionati europei. Il tutto lavorando con un centrocampo roccioso in grado di dominare il gioco è muoversi a supporto delle due fasi. Nonostante la qualità dei singoli in fase offensiva, però, gli Stati Uniti continuano a fare fatica a concretizare le occasioni a disposizione, soprattutto nelle gare più complesse come quelle contro compagini europee.

Probabile formazione

STATI UNITI (4-2-3-1): Turner; Weah, McKenzie, Ream, Robinson; Cardoso, Tessmann; McKennie, Tillman, Pulisic; Balogun. Ct: Mauricio Pochettino.

La storia ai Mondiali

Gli USA nel corso della propria storia hanno partecipato a undici edizioni della Coppa del Mondo, ritirandosi inoltre in quella del 1938. Sarà la dodicesima partecipazione quindi quella in programma al Mondiale 2026. Finora in cinque occasioni gli Stati Uniti non sono andati oltre la fase a gironi, quattro volte si sono invece fermati agli ottavi. Nel 2002 il traguardo dei quarti di finale, miglior risultato della storia moderna per gli USA che però quasi un secolo fa, nella prima edizione in assoluto andata in scena in Uruguay nel 1930, riuscirono a centrare un incredibile terzo posto in una rassegna a tredici squadre che non prevedeva però la disputa della finalina per il terzo o quarto posto. 

Obiettivo Mondiale 2026

Il terzo posto del 1930 sembra un traguardo troppo complesso per una nazionale che si presenta comunque al Mondiale 2026 con una grandissima voglia di far bene. Più facile allora sperare di riuscire a eguagliare il traguardo raggiunto nel 2002, ossia dei quarti di finale che sarebbero già di per sé un ottimo traguardo. GlI USA inizieranno la propria avventura nel gruppo D, insieme a ParaguayAustralia e Turchia. Proprio quest’ultima nazionale è quella che, ai nastri di partenza, potrebbe creare i maggiori fastidi alla squadra di Pochettino, che proverà però a passare il turno da prima del girone. Per farlo sarà fondamentale partire bene già il 13 giugno, nella prima gara in programma contro il Paraguay, mina vagante del gruppo.