Mondiali

Uzbekistan, novità assoluta: il sogno diventa realtà

Per la prima volta nella sua storia la Nazionale dei Lupi Bianchi giocherà a un Mondiale
Uzbekistan, Getty Images

Il Mondiale del 2026 è già storia per l’Uzbekistan e le ragioni, questa volta, sono davvero molte. I Lupi Bianchi per la prima volta nella loro storia, costellata di eventi tragici e di chance sfumate nel finale, parteciperanno a una competizione iridata e, a guidarli, sarà un italiano che i Mondiali li conosce bene, Fabio Cannavaro

Il momento della squadra

Sarà il Gruppo K quello che ospiterà l’Uzbekistan che se la vedrà contro Portogallo, Repubblica Democratica del Congo e Colombia. La Nazionale guidata da Cannavaro ha staccato il pass per il Mondiale del 2026 rendendosi protagonista di un percorso quasi perfetto. I Lupi Bianchi sono entrati nel secondo turno dei preliminari AFC pareggiando entrambi i match contro l’Iran e conquistando quattro vittorie che hanno inviato l’Uzbekistan direttamente al terzo turno dove hanno rimediato tre vittorie e un pareggio e un solo ko contro il Qatar. Il pass è arrivato ufficialmente il 5 giugno del 2025 ad Abu Dhabi nel pareggio contro gli Emirati Arabi Uniti. Inutile dire che all’interno del gruppo il morale è alle stelle perché, comunque, andrà per l’Uzbekistan questo sarà un Mondiale storico. 

Il commissario tecnico e le idee di gioco

A guidare l’Uzbekistan verso questa storica qualificazione è stato l’iconico ct Kapadze che, però, ad ottobre del 2024 è stato demansionato tra lo stupore generale di tutti. Kapadze è infatti diventato assistente dell’allenatore con l’Uzbekistan Football Association (UFA) che ha deciso di affidare la panchina a Fabio Cannavaro. Il ct si affiderà al 3-4-1-2 o a un 3-4-3 capace di trasformarsi per valorizzare la fase difensiva, vero punto di forza del nuovo ct, ma allo stesso tempo sfruttare la pericolosità in contropiede. Il limite dell’Uzbekistan, oltre a calcare un palcoscenico così importante per la prima volta, riguarda la “dipendenza” della squadra da Shomurodov in fase realizzativa.

I giocatori chiave

La stella dell’Uzbekistan ha un solo nome: Eldor Shomurodov. La fase realizzativa della Nazionale di Cannavaro dipende inevitabilmente dai gol dell’attaccante che ne he realizzati ben 43 in 88 presenze con una media perfetta di una rete ogni due match. Abdukodir Khusanov è invece il giocatore più prezioso e più forte della nazionale uzbeka. Il calciatore del City, che Guardiola ha voluto sborsando 40 milioni, è un difensore centrale e anche il cuore della difesa uzbeka. L’astro nascente è invece Abbosbek Fayzullayev, MVP della Coppa d’Asia Under 20. Compagno di club di Shomurodov nel Basaksehir Fayzullayev è un centrocampista offensivo con un talento e fiuto del gol tanto che la FIFA lo ha inserito nell’elenco dei giovani talenti asiatici da tenere d’occhio. 

Punti di forza e debolezze

L’Uzbekistan, grazie anche al lavoro fatto dal ct Cannavaro, ha dalla sua una eccellente solidità difensiva, disciplina tattica e pericolosità in contropiede e, a testimoniarlo, sono i risulti avuti durante le qualificazioni con un secondo turno da imbattuta e i pareggi contro potenze del calcio asiatico come Iran e Emirati Arabi. Dall’altro lato i Lupi Bianchi potrebbero pagare l’inesperienza e la non abitudine a calcare palcoscenici così importanti e di dipendere troppo dalle reti di Shomurodov in fase offensiva. 

Probabile formazione

L’Uzbekistan di Cannavaro dovrebbe scendere in campo con il 3-4-1-2 o con un 3-4-3. In porta ci sarà Utkir Yusupov, grande protagonista durante le qualificazioni, mentre in difesa dovrebbero trovare posto Rustam Ashurmatov, Abdukodir Khusanov (Manchester City) e Umar Eshmurodov. A centrocampo spazio a Khojiakbar Alijonov, Otabek Shukurov, Odiljon Hamrobekov e Sherzod Nasrullaev mentre sulla trequarti dovrebbero agire Abbosbek Fayzullaev e Oston Urunov. In attacco nessun dubbio su Shomurodov.

La storia ai Mondiali

Quella del 2026 sarà la prima storica apparizione dell’Uzbekistan a un Mondiale ma la storia della Nazionale dei Lupi Bianchi è stata decisamente travagliata e, tra i commenti più assurdi, c’è senza dubbio quello del Mondiale del 2006, proprio l’anno del Mondiale vinto da Cannavaro con l’Italia. Durante le qualificazioni mondiali asiatiche, Uzbekistan e Bahrein si affrontarono in uno spareggio che avrebbe garantito l’accesso ai playoff intercontinentali. La sfida, inizialmente prevista su andata e ritorno, finì però per disputarsi in tre partite. Nel primo match l’Uzbekistan vinse 1-0, ma la FIFA ordinò la ripetizione della gara per un grave errore tecnico dell’arbitro Yoshida: dopo un rigore trasformato dagli uzbeki, annullò il gol per ingresso anticipato in area ma, invece di far ripetere il tiro, assegnò punizione al Bahrein. Nonostante le proteste uzbeke, la partita fu rigiocata: finì 1-1, mentre il ritorno terminò 0-0. A qualificarsi fu il Bahrein grazie alla regola dei gol in trasferta, con l’Uzbekistan eliminato tra le polemiche. La nazionale uzbeka viene chiamata anche “L’Italia asiatica” grazie al colore della maglia che strizza l’occhio al bianco, blu e azzurro. 

Obiettivo Mondiale 2026

Partecipare al primo Mondiale della sua storia è già un traguardo importantissimo per l’Uzbekistan che, però, non ha grandi chance di superare il girone. La Nazionale di Cannavaro è infatti inserita in un girone molto difficile insieme a Portogallo, Repubblica del Congo e Colombia e, quindi, difficilmente riuscirà a scrivere nuovamente la storia qualificandosi al turno successivo anche se, nel calcio, mai dire mai.