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Nazionale, Guardiola verso il no: chi si siederà sulla panchina azzurra?

Pep Guardiola
Pep Guardiola (Getty Images)

Il sogno di vedere Pep Guardiola sulla panchina dell’Italia è ormai vicino a svanire. Dopo la missione di Paolo Maldini e Leonardo, la Federazione ha atteso per giorni una risposta positiva, ma salvo clamorosi colpi di scena il tecnico catalano declinerà la proposta. In FIGC si era sempre saputo che convincere Guardiola sarebbe stato complicato. La speranza era che l’ex allenatore del Manchester City rinunciasse almeno in parte all’idea dell’anno sabbatico, accettando una sfida diversa da quella vissuta nei club. Uno scenario che, però, appare sempre meno probabile.

I motivi dietro al rifiuto

Il nodo economico ha avuto il suo peso, ma non è stato quello decisivo. La proposta della Federazione si aggirava intorno ai 10 milioni di euro netti a stagione, mentre le richieste del tecnico sarebbero state vicine al doppio. La verità, però, è che Guardiola sente il bisogno di interrompere la propria carriera almeno per un periodo. Lo ha spiegato lui stesso in una recente intervista, raccontando di voler dedicare più tempo alla famiglia, ai figli e al padre novantacinquenne. Per provare a convincerlo, Maldini e Leonardo avevano anche studiato una soluzione organizzativa: uno staff molto ampio che gli consentisse di trascorrere il maggior tempo possibile nella sua Barcellona. Un tentativo che, però, non avrebbe modificato la sua decisione.

Chi allenerà la Nazionale?

Una volta incassato il no definitivo, la FIGC dovrà tornare sulle alternative. Paolo Maldini avrebbe individuato in Andrea Pirlo il profilo ideale per guidare la Nazionale, ma l’ex tecnico della Juventus non raccoglie consensi unanimi. Restano così pienamente in corsa anche Roberto Mancini e Antonio Conte. Quest’ultimo continua a essere il favorito di molti club di Serie A, che lo ritengono l’uomo giusto per riportare rapidamente l’Italia ai vertici internazionali. Diversa la situazione di Mancini, sponsorizzato soprattutto da Malagò ma inevitabilmente condizionato dallo strappo del 2023, quando lasciò improvvisamente la Nazionale dopo i contrasti con l’allora presidente federale Gabriele Gravina.