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Rivoluzione Italia: dopo Mancini e Ranieri, ufficiale l’arrivo di Zola

Gianfranco Zola nominato coordinatore dei progetti giovanili Figc: il presidente Malagò punta sul suo modello maturato in Lega Pro
Roberto Mancini (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

A sei settimane dall’elezione del presidente Malagò, la Figc completa la nuova struttura federale chiamata a riscattare l’Italia dopo la tripla assenza dai Mondiali. Dopo gli ingaggi di Roberto Mancini in panchina e di Claudio Ranieri come direttore del Club Italia, Gianfranco Zola assume ufficialmente il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili. L’ex fantasista lavorerà a stretto contatto con Ranieri e Maurizio Viscidi, ricomponendo un sodalizio storico con il tecnico romano risalente ai tempi del Napoli. Malagò ha espresso totale fiducia nella scelta: “Il suo carisma e l’impegno per i giovani sono la base migliore per costruire il nostro futuro“. Zola, sciogliendo le riserve da Londra, si è detto entusiasta e pronto a mettersi al servizio della Nazionale con massimo senso del dovere.

Zola e il modello Serie C

La nomina di Zola premia la bontà della sua riforma sviluppata come vicepresidente vicario della Lega Pro al fianco di Matteo Marani, pensata per trasformare la Serie C nel serbatoio dei talenti azzurri. La nuova normativa prevede che ogni club debba tesserare almeno sei giocatori cresciuti nel vivaio (nati dopo il 1° gennaio 2004 e fuori dalla lista dei 23), quota che salirà a sette nel 2027/28 e a otto nel 2028/29, con sanzioni economiche per chi non si adeguerà. Per Zola, cresciuto nella terza serie tra Nuorese e Torres, la chiave della rifondazione risiede nel ritorno al lavoro sulla tecnica individuale, sposando in pieno il monito di Ranieri contro l’ossessione tattica e la ricerca del risultato a tutti i costi nei settori giovanili.